Il downgrade non gli fa paura
Come successo anche agli Usa, circa 2 mesi fà, è arrivato il declassamento da parte di Standard&poor’s nei confronti dell’Italia, che è scivolata quindi da A+ ad A, ma le possibilità per un ulteriore giudizio negativo non sono affatto svanite.
Le altre agenzie di rating, Moody e Ficht, non hanno fatto lo stesso ma, prevedibilmente è soltanto questione di mesi; anche S&P terrà sotto stretta osservazione l’economia italiana(di qui l’outlook negativo) e non esiterà in un nuovo downgrade qualora le condizioni di ripresa dovessero disattendere le aspettative. Aspettative che ieri sono state riviste al ribasso da parte del Fondo Monetario Internazionale, che ha previsto un flebile 0,6% di crescita per il prossimo anno, quando Tremonti e compagni, ottimisticamente, auspicavano una crescita oltre l’1%.
I dubbi più grandi riguardano la possibilità che l’Italia raggiunga il pareggio di bilancio nel 2013, visto lo standard di crescita e considerando il fatto che il periodo di austerity potrebbe soffocare ancora di più la domanda interna; da ricordare che l’Italia dal mese di maggio al mese di luglio ha fatto registrare 3 contrazioni nella produzione industriale, mentre le altre nazioni dell’Ue non se la passavano così male. Su base annuale l’Italia registra un preoccupante -1,6%, confortata solo dall’ancor peggiore Spagna, a quota -2,8%.
Ma la Spagna non è più nell’occhio del ciclone, perchè a novembre si terrano le elezioni presidenziali; il premier Zapatero, ha deciso di non ricandidarsi, ed ha fatto un gesto altamente responsabile. Tutt’altra cose che il voler negare fino alla fine lo stato di emergenza in cui verso il nostra Paese, con esponenti del governo che hanno qualificato senza mezzi termini, il giudizio di S&P come “un giudizio politico, un attacco da parte della stampa”. Ma come si fa a riporre fiducia in un paese come quello appena descritto, che è fermo in quanto a produzione a 10 anni fà? Perchè bisogna prendersela con le agenzie di rating, che non hanno risparmiato neanche Obama, dicendo che fanno politica e non preoccuparsi di capire il perchè di tale downgrade?
Ancora una volta poi, i numeri della maggioranza in parlamento sono stati molto fragili, ed è anche per questo motivo che si ricevono aspre critiche dagli analisti e dal mondo industriale. La credibilità di un’intera nazione è stata messa nelle mani di persone incapaci, che tentano solamente di negare l’evidenza. E’ (anche)per questo che Santoro non è più in Rai e ci sorbiremo Vespa anche in prima serata…
21 settembre 2011 - Pubblicato da ilpicchioparlante | Economia | agenzie di rating, downgrade, Fondo Monetario Internazionale, outolook negativo, pareggio di bilancio, produzione industriale, S&p Moody Ficht, Vespa prima serata
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