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Quanto costa un bagno in Sardegna

Nei giorni scorsi l’Antitrust ha avviato un’istruttoria sul presunto aumento delle tariffe dei traghetti da e per la Sardegna (diciamo del 100%), per vedere se queste società hanno costituito un cartello, ovvero un accordo tra più imprese che hanno la capacità di adottare delle misure per limitare la concorrenza nel mercato di riferimento; per esempio un aumento del livello dei prezzi. E vediamo le conseguenze di questo aumento indiscriminato ed ingiustificato dei prezzi.

L’Antitrust ha segnalato di aver aperto quest’indagine “alla luce delle numerose segnalazioni arrivate all’Autorità da privati cittadini, associazioni di consumatori e dalle regioni Sardegna e Liguria, che denunciavano significativi incrementi (…)stimato nell’ordine del 90-110% rispetto ai prezzi dell’anno precedente”. Orbene questi aumenti, effettuati dalle società Moby Lines, Snav, Grandi navi veloci, hanno davvero inflitto una grande batosta all’economia di un’intera regione-la Sardegna- ma anche ad una consistente cifra di turisti, stimati fra i 3 e 6 milioni, che nel periodo estivo avrebbero trascorso le proprie vacanze. Ma c’è dell’altro.

Con tale provvedimento vengono messi gravemente in discussione alcuni principi costituzionali, come il diritto alla mobilità sul terriorio nazionale dei cittadini sardi, ma anche il diritto alla salute, se per ipotesi di una visita medica bisogna sostenere un viaggio oltremare, il diritto al lavoro; tutti condizioni che unitamente minerebbero nelle fondamenta l’art.3, comma 2 Cost,  che sancisce il principio di uguaglianza sostanziale. Per quale motivo in Spagna, un Paese sull’orlo della crisi del sistema, i residenti delle isole Canarie, e non solo, per prendere il traghetto pagano qualcosa come 5-10 euro, mentre un livornese -tanto per citarne uno- si vede aumentare da 300 a 600 il biglietto per “godersi” la sua villeggiatura?

E la cosa più bella di questa storia è stata la risposta dell’amministratore delegato di Moby Lines, tale Luigi Parenti, durante l’audizione alla Camera; questo signore si è permesso il lusso di dichiarare: “I nostri prezzi non sono aumentati, ma sono diminuiti gli sconti”. Sembra che anche il premier Berlusconi, presente in aula, sia scappato fuori a ridere con le lacrime agli occhi.

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19 maggio 2011 - Posted by | Economia | , , ,

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