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un popolo ignorante è più facile da governare

Il cielo è sempre più blu (o no?)

Standard&poor’s, la società che realizza ricerche finanziarie sui titoli azionari e sulle obbligazioni, ha abbassato l’outlook dell’Italia, da stabile a negativo. Ciò significa, in buona sostanza, che oggi come oggi, puntare anche un solo euro sull’Italia sarebbe di fatto molto rischioso. Meglio scommettare sulla realizzazione dell’A3, Salerno-Reggio Calabria entro il 2013.

Freddure a parte, questa notizia di una delle tre agenzie internazionali di valutazione del debito, potrebbe scatenare una tempesta speculativa sui nostri titoli pubblici, dando il via ad una bolla distruttiva come già accaduto recentemente in Spagna, e nel 2008 negli Usa, dove praticamente ebbe inizio la crisi che dura ancora oggi. Alla base di questo ennesimo campanello d’allarme, sempre secondo l’Agenzia, vi sarebbero diversi motivi: la bassa crescita della produttività, la limitata mobilità nel mercato del lavoro, e l’ormai cronico e sempre crescente debito pubblico, arrivato quasi alla modica cifra di 2000 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il primo punto, è da molto tempo che l’Italia non riesce a crescere abbastanza; persino la Grecia, sull’orlo del fallimento, è cresciuta 8 volte più di noi. Il Pil del primo trimestre si è fermato a quota +0.1%- quasi in recessione-deludendo le attese previste del +o.3%. Su base annua, il Pil era atteso al +1.3%, fermandosi invece al +1%. La produttività in Italia è cresciuta dello 0.75% in 10 anni, mentre, tanto per fare un esempio, in Germania è andata oltre il 13%.

Per sintetizzare, una significativa affermazione dell’Istat: “L’Italia è il fanalino di coda europeo per tasso di crescita”. Il mercato del lavoro paga, invece, il malfunzionante sistema dell’istruzione dove vi è un pessimo collegamento tra scuola-lavoro. Nell’ultimo biennio sono stati ben 532mila persone che hanno perso il lavoro, e nell’ultimo anno circa 2 milioni di persone hanno rinunciato a cercare lavoro, contribuendo ad abbassare sensibilmente il tasso di disoccupazione(8,5%), che altrimenti sarebbe stato molto più alto. Per non parlare del lavoro femminile, dove fra matrimonio, gravidanza ed altri motivi familiari, solo una donna su due ha la fortuna di lavorare, e nel Mezzogiorno addirittura il rapporto è di 3 donne su 10.

L’unica possibilità di uscire da questa situazione nefasta, è quello di attuare delle riforme strutturali in grado di garantire un vero sviluppo economico al Belpaese, e iniziare ad abbassare il livello di indebitamento. Sarebbe facile, prima di sedersi ad un tavolo per discutere di riforme  necessarie, inziare a tagliare inutili sprechi che gravano sul bilancio pubblico, e quindi sulle spalle di 60 milioni di persone, fatte le dovute eccezioni. Lo stipendio con relativi benefits dei Parlamentari italiani non ha eguali in Europa; le oltre 500mila autoblu, che vengono utilizzate anche di notte e destinate anche agli “estranei”; la pubblica (mal)amministrazione con tutti i costi(alti) e con le Province che costano diversi miliardi di euro; una tassazione più alta per i redditi da capitale-intorno al 12,5%- per non appesantire la già altissima tassazione sui redditi da lavoro, al 40% con punte del 55%. Ma di queste cose manco a parlarne nell’attuale scenario.

Meglio, giustamente, concentrarsi sulle elezioni amministrative, processo breve, conflitto di attribuzione, federalismo, decreto intercettazioni e via dicendo. Il quadro sopra descritto, delinea una situazione colma di nuvole fantozziane, pronte ad esplodere al minimo cenno…

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23 maggio 2011 - Posted by | Economia | , , , ,

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