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un popolo ignorante è più facile da governare

Il futuro dell’Italia, tra Milano e Napoli

Nei primi decenni del XVI secolo il predominio sull’Italia veniva considerato un autentico ago della bilancia per il predominio sull’Europa. Così come ci viene narrato da Aurelio Musi, Francia e Spagna in quei tempi lottavano senza esclusione di colpi per imporre la propria supremazia per due obiettivi fondamentali: Milano, uno dei maggiori centri industriali, ma anche Napoli, per la posizione strategica nel Mediterraneo. A distanza di cinque secoli, la storia si ripete sotto diversi aspetti. Oggi le due potenze di allora, francesi e spagnoli, sono sostituiti da un bipolarismo imperfetto che imperversa nel nostro Paese: centrodestra e centrosinistra. A distanza di pochi giorni dal ballottaggio dall’elezioni amministrative, l’ago della bilancia del potere nazionale rimane lo stesso dell’epoca rinascimentale. Tra i molteplici comuni in cui si è chiamati a ritornare alle urne, Milano e Napoli sono quelli che assumono maggiore importanza, in un contesto molto più ampio del semplice territorio di appartenenza.

I napoletani sono ovviamente scontenti per l’emergenza rifiuti dove i vari Iervolino, Bassolino, Caldoro non hanno saputo gestire la situazione. Dopo il primo turno, hanno infatti bocciato la candidatura dell’ex prefetto Morcone, visto come possibile continuum dell’area bassoliniana, ed hanno premiato De Magistris, con un exploit giunto al 27%. In cima alle preferenze, però, c’è stato Lettieri, candidato pdl,  cui vanta un vantaggio sull’avversario di circa 10 punti percentuali.

A Milano, invece, si è parlato molto poco di politica, e troppo di polemiche ed accuse, talvolta ingiuste e non verificabili empiricamente. Il sindaco uscente, a pochi giorni dal voto era molto vicino al raggiungimento del 50% +1 dei voti, ma le ultime uscite hanno fatto si che i suoi proclami si ritorcessero come un boomerang verso la Moratti stessa. Parlare delle questioni giudiziarie altrui è un trucchetto che forse qualcuno le ha insegnato, e quello stesso che oggi sta sperimentando altre iniziative per cercare di arginare il grande insuccesso che ha conseguito nella sua città. A distanza di qualche giorno dal voto, continuano i dibattiti, come continuano le polemiche.

L’ultima trovata, è stata la promessa di spostare dei ministeri al Nord, e subito la Lega ha iniziato a festeggiare manco avesse ottenuto l’indipendenza della Repubblica Padana. Roventi dissensi si sono susseguiti all’interno del Pdl, sia dal sindaco dell’Urbe, Alemanno, che dal presidente della regione Lazio, Polverini. Ma oltre loro, c’è da constatare i costi abnormi che questo mezzuccio per accaparrare qualche voto in più comporta; l’associazione dei consumatori l’ha stimato in circa 200 milioni di euro. Solo gli scrutini aiuteranno a capire chi ha lavorato bene, in buona fede e chi invece ha puntato molto su cose futili, sui proclami privi di buonsenso. Oggi come oggi, abbiamo la certezza, che qualcosa a livello nazionale sta cambiando.

L’attuale maggioranza in parlamento sta scricchiolando su più fronti, alcune alleanze si stanno consolidando, e delle forze nuove si stanno espandendo. Alcune alleanze non sono più solide come un tempo. Il futuro, ancora una volta, passa tra le mani di Milano e Napoli.

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24 maggio 2011 - Posted by | Politica | , , , , ,

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