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un popolo ignorante è più facile da governare

La qualità del dibattito parlamentare

Come suggeritomi da un mio “accanito” lettore, nonchè un amico fraterno, cercherò di spiegare come si svolge, al giorno d’oggi, il dibattito tra le varie correnti politiche nel Parlamento italiano. Tutte le persone che abbiano un minimo di informazione, potrebbero abbozzare che visto l’andamento del Paese, chi si reca in quella sede lo fa al massimo per far vedere che è una persona impegnata, perchè altrimenti quelli scranni sarebbero sempre freddi. Ma molti magari, sottovalutano che il dibattito parlamentare è la più grande condizione necessaria affinchè una società possa essere definita democratica. Non basta infatti che ci siano libere elezioni; il semplice e singolo fatto che i cittadini si rechino alle urna, non implica il fatto che questa cittadinanza sia in democrazia. Le recenti vicende dei paesi nordafricani insegnano, questo e molto altro.

Per avere poi un dibattito corretto, sono di vitale importanza anche altre condizioni; innanzitutto il pluralismo del sistema informativo, in particolar modo della televisione, che ancora oggi rappresenta il mezzo più importante cui la popolazione fa affidamento. Dovrebbe quindi essere garantita a ciascun partito parità d’accesso al mezzo d’informazione, quella legge comunemente chiamata “par condicio”. Sappiamo però, che questa legge è stata messa subito nel dimenticatoio da tutte le emittenti; solo qualche giorno fa, abbiamo assistito il discorso a reti(praticamente)unificate del premier, e quei pochi spiccioli di multa non basteranno ad arginare il problema.

Un altro nodo cruciale è il concetto della rappresentanza, termine che ha scatenato più di una rivoluzione in passato. Rappresentare, significa in sostanza curare gli interessi, difendere quelle prerogative proprie dell’elettorato che al momento del voto, ha dato fiducia a questo o a quel candidato. Rispettare quelle correnti d’opinioni che hanno reso possibile l’ascesa al potere. Ma l’attuale legge elettorale è stata il carro funebre della rappresentanza, perchè ha privato i cittadini del voto di preferenza, venendo di fatto a mancare quella fiducia che l’elettore dava all’eletto. sappiamo benissimo che attualmente, quando andiamo a votare per l’elezioni politiche a livello nazionale, l’unica facoltà che abbiamo è barrare con una croce questo o quel partito; solo i segretari hanno l’onere e l’onore di decidere chi curerà gli interessi dei cittadini in Parlamento.

Forse è anche per questi motivi che il dibattito parlamentare è giunto ai minimi storici. Basta vedere un dibattito durante i talk show televisivi, per constatare la bassezza dei politici. Vedere un Bossi che risponde con una pernacchia Formigoni, o vedere gente che si manda reciprocamente a quel paese, accuse (spesso)infondate rivolte all’avversario di turno, per non parlare dei vari cambiamenti dei candidati da partito a partito; un tale che arriva ad infangare un partito, salvo poi rinnegare tutto facendo il “salto della quaglia”, oggi si ha un’opinione, domani si cambia perchè è arrivato il dietrofront imposto dall’alto.

Il sistema proporzionale in Italia, c’ha messo quasi 50 anni per disgregarsi, arrivando a toccare il fondo con lo scandalo della P2 e Tangentopoli. Tutto è cambiato, ma tutto è rimasto pressochè identico, tranne il meccanismo di attribuzione dei seggi, e lo sbarramento che ha estromesso le minoranza dal Parlamento, Il sistema maggioritario invece, sta barcollando pericolosamente dopo quasi un ventennio. Nella speranza di un cambiamento radicale, della legge elettorale e di un vero sistema di rappresentanza, noi ad oggi possiamo forse affermare, con cognizione di causa, che si stava meglio quando si stava peggio.

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25 maggio 2011 - Posted by | Politica | , , ,

1 commento »

  1. illuminante … non devo aggiungere altro

    Commento di 3vs | 31 maggio 2011 | Rispondi


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