ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Nemmeno le cariche lo fermano, il Movimento resiste e va avanti

Non è bastata una pesante carica degli agenti catalani per sgomberare Plaza Catalunya; i partecipanti, o meglio gli Indignados, continuano con la loro forma di protesta senza violenza, ed hanno ricostruito, in men che non si dica, tutte le tende che i mossos avevano travolto. L’operazione è stata giustificata in parte per permettere ai netturbini di ripulire la piazza, e dall’altro lato per il sopraggiungere della finale di Champions, ed in caso di vittoria del Barcellona, evitare che i manifestanti indignati possano scontrarsi con i festeggiamenti sportivi. Nonostante fossero rimasti seduti, con le mani alzate, la repressione è stata abbastanza dura; oltre cento i feriti dagli agenti, ma la voglia di fermarsi, quella non s’è fatta proprio sentire.

Il Movimento-15 maggio, prosegue senza sosta, a Barcellona come a Madrid. Gli spagnoli stanno lì, in piazza, talvolta seduti, discutono tra di loro, tra diverse proposte di cambiamento per il bene del Paese, sfoggiando grande dimostrazione di istituti di partecipazione, con grande esempio di civiltà, senza mai scadere nella violenza; al contrario di chi li governa però, loro propongono delle proposte reali, significative, di rottura con il passato. Sono stanchi della corruzione dilagante, della collusione tra politici e banchieri. Non ne possono più di questa politica; chiedono una riforma del sistema elettorale, per una democrazia che sia più rappresentativa e che possa controllare i governanti. Si sono stancati del precariato, la disoccupazione è arrivata al 21%, con picchi del 45% tra gli under 26.

La sanità pubblica ha accumulato un deficit di 14 miliardi di euro, e tutti i piani di investimento sono stati bloccati. La scuola pubblica si trova a fare i conti con il 30% dei tagli del personale. Il welfare spagnolo si sta disgregando un poco alla volta. Pesanti sono le critiche nei confronti del partito socialista di Zapatero, da cui si sentono profondamente delusi e traditi, ma sono comunque pochi coloro che pensano che i popolari possano fare di meglio. Se un partito scende nelle preferenze, il suo avversario non avanza proporzionalmente; un pò come accade in Italia quindi.

Nessun leader a guidare la rivolta, ma tanti slogan emblematici che racchiudono il quadro della situazione. “Noi non siamo contro il sistema, è il sistema che è contro di noi”,  “Parlamento in sciopero cerebrale”, “La politica per il popolo, ma…senza il popolo?”, “Il tuo bottino è la mia crisi”, “Violenza è guadagnare 600 euro”, “Non riuscirete ad ipotecare anche il nostro futuro”; proprio quest’ultimo è il punto fondamentale, la parola futuro che più preoccupa le migliaia di cittadini scesi in piazza. La parola futuro, che in se è piena di progetti, speranze, aspettative, sogni, ed invece è quasi priva di significato, depauperata, disattesa.

Ancora non si conosce come la situazione si evolverà nei prossimi giorni, se ci saranno altre cariche, magari più violente, in grado di far tornare tutto alla normalità; oppure se l’M-15 andrà avanti per la sua strada imperterrito, nonostante tutto, riuscendo a contagiare anche gli altri popoli d’Europa ad insorgere contro gli sfruttamente di qualsiasi categoria sociale, dove la gente con i tempi che corrono, sta sempre peggio, tira sempre di più la cinghia. Ciò che è sicuro, è che questa iniziativa è diversa dalle rivolte che hanno scosso il Nord-Africa; là le popolazioni scendevano in piazza per liberarsi dalle oppressioni dei regimi, per i diritti fondamentali, ed era inevitabile rispondere alla violenza delle repressioni con altra violenza. In Spagna invece, c’è la dimostrazione di una democrazia, che chiede maggiore rappresentanza e partecipazione; altrimenti, che democrazia sarebbe?

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28 maggio 2011 - Posted by | Attualità | , , ,

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