ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Diciamo si al futuro

Dopo le amministrative, il 12 e 13 giugno torneremo di nuovo alle urne per esprimere le nostre preferenze su diversi referendum. Uno di questi, ancora non sappiamo se verrà approvato o meno come quesito referendario, l’ultima parola spetta alla Cassazione, che si pronuncerà mercoledì. Dopo la decisione del Governo, di sospendere il quesito con una moratoria di un anno che SOSPENDE la realizzazione degli impianti nucleari, sarà la suprema corte a stabilire se questa norma sia sufficiente ad annullare il referendum sul nucleare. In attesa di un possibile futuro nucleare in Italia, la Germania-che attualmente dispone di 17 centrali sul territorio- ha annunciato, tramite il ministero dell’ambiente tedesco, che nel 2022 fermerà l’ultimo reattore nucleare; scelta questa dettata anche dalla recente batosta alle elezioni elettorali di marzo, e del crescente peso del partito dei verdi tedesco.

Recentemente anche la Svizzera, con 5 centrali all’attivo, ha dichiarato che il nucleare non farà più parte dell’approvigionamento energetico entro il 2034, potenziando al contempo, le rinnovabili; questo perchè, secondo il ministero dell’ambiente “l’energie rinnovabili, nel lungo periodo, hanno vantaggi economici rilevanti rispetto al nucleare”. Solo la Francia sta continuando imperterrito nella strada verso il nucleare, beneficiando anche dello stop tedesco. D’altronde se Sarkozy dovesse fare a meno delle “sue” 58 centrali, non saprebbe come occupare tempo e spazio.

Senza contare le tragedie di Fukushima e Chernobyl, dove i rispettivi cittadini hanno provato sulla propria pelle i rischi dell’atomo, non tutti sanno quale sia il ciclo del combustibile irradiato del nucleare, e forse nemmeno sanno quali sono le conseguenze sul corpo dell’esposizione alle radiazioni emesse dai reattori. I rifiuti radioattivi durano circa 500mila anni-praticamente un’eternità- con gravissime ripercussioni sui generi alimentari, ma anche sul sistema di infrastrutture di comunicazioni. Volendo discutere del trade-off (costo-oppurtunità)del nucleare, diciamo che per costruire un reattore nucleare -di terza generazione-il costo sarebbe compreso tra i 3 e i 5 miliardi di euro, nelle quali però non sono comprese alcun tipo di spese mediche. Un pò come il costo del monopolio dei tabacchi, dove si dice spesso quanto frutti allo Stato, ma spesso si tace sul pesante fatturato destinato alle malattie derivanti dal fumo.

In più quel costo, non tiene neanche conto, che se un giorno quando magari questa centrale sarà obsoleta e la si vuole chiudere, si continuerebbe a pagarla per tanti anni ancora a venire; un pò come succede oggi, che sulla bolletta ancora paghiamo imposte relative a vecchi incidenti accaduti in Italia, per esempio alle centrali del Garigliano e di Casaccia(Roma). Puntare sulle rinnovabili vuol dire perdere forse qualcosa in potenza(solo per il momento, perchè la ricerca in questi campi compie passi da gigante), ma ha tempi di costruzione più brevi-addirittura la metà in alcuni casi, 6anni contro i 12 del nucleare- ed ha grandissimi riciclabilità, circa il 90%, al contrario delle scorie tossiche emesse dall’atomo. La natura, quindi, rappresenta la più grande fonte di approvigionamento del pianeta, consentendo un risparmio senza eguali, e costi che potrebbero risultare irrisori.

Un ultimo dato per chiudere il discorso; attualmente in Italia, destiniamo una spesa di 30miliardi per l’energia atomica, e circa 2,3 miliardi per le rinnovabili, e qualche nuclearista convinto ci viene a dire che costano già tanto. Vogliamo invertire la rotta?

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30 maggio 2011 - Posted by | Attualità | , , , , ,

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