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un popolo ignorante è più facile da governare

L’ultima relazione del Drago diplomatico

L’obiettivo dichiarato è, ancora una volta, “tornare alla crescita”, e raggiungere il pareggio di bilancionel 2014 per intraprendere una strada tranquilla. O meglio per non seguire la via della Grecia, dove si è smarrita ogni forma di sovranità monetaria.Queste in sostanza le affermazioni di Mario Draghi nella sua ultima relazione da Governatore della Banca d’Italia, che da tradizione si leggono l’ultimo giorno di maggio. Prima di essere designato presidente della BCE, l’esperto economista ha chiaramente espresso di procedere ad una piccola riduzione della spesa corrente-del 5%-, ma attraverso un’opera intelligente di razionalizzazione. Ciò vuol dire concentrarsi su quelle spese che sono (quasi) indispensabili, e che possano presentare un ritorno nel breve-medio periodo; l’esempio lampante è il sistema educativo, che con i tagli potrebbe far perdere (almeno) un punto percentuale di Pil.

Ma anche evitare di destinare maggiori soldi al Ministero della Difesa, per mantenere guerre inutili, oppure al Ministero dei Trasporti, per sovvenzionare decine e decine di opere importanti, ma allo stesso tempo macchinose e che non riescono a vedere la fine. Ma anche razionalizzare qualcosa fra Calderoli e Brunetta, fra “semplificazione normativa” e “pubblica amministrazione e innovazione” che grosso modo trattano questioni analoghe; in particolare dal ministro Brunetta si attende ancora che porti a termine la riduzione del fatturato della PA di 25 miliardi.

L’ultima frecciata è per il sempre stagnante mercato del lavoro, dove il governatore individua (anche se non era particolarmente difficile) una situazione sempre peggiore per le donne e per i giovani, e si deve cercare di ridurre la tassazione sui lavoratori e sull’imprese facendo affidamento sul maggiore recupero dell’evasione fiscale. Insomma un discorso che è il preludio alla manovra correttiva, già annunciata dal governo, ma che difficilmente coinciderà con il programma, moderato ma anche (lievemente) riformista, delineato ieri dal futuro numero 1 della Bce.

Dopo aver incassato anche il parere positivo della Merkel, fra qualche settimane aggiungerà un altro tassello significativo al suo curriculum. Mario Draghi,  64 anni, ha sempre ricoperto incarichi importanti; dopo esser stato professore ordinario di economia, nel 1991 diventa Direttore Generale del Ministero del Tesoro promuovendo diverse privatizzazioni delle aziende statali italiane, facendo “respirare” le finanze dello Stato. Poi diventa vicepresidente, ad inizio millennio, della Goldman Sachs, probabilmente la più grande banca d’affari prima del clamoroso crack del 2008. Lui la lascerà prima che tocchi il fondo, nel 2005, per approdare al vertice di Banca d’Italia, a quei tempi travolta dalle critiche per l’operato di Fazio, recentemente condannato a 4 anni di reclusione per la vicenda della tentata scalata ad Antonveneta di Bpi(aggiotaggio ed appropriazione indebita i reati contestati al governatore Fazio).

Anche qui, riesce a gestire una situazione difficile con la classica calma di sempre. I suoi cavalli di battaglia sono stati la grande cura nell’organizzazione dell’istituzione, fedeltà inderogabile a talune regole di comportamenteo, ma soprattutto la grande diplomazia mostrata nei confronti degli avversari; anche all’attuale maggioranza di governo e verso il ministro Tremonti, ha spesso tirato le orecchie (in alcuni casi in concomitanza con Confindustria), ma talvolta anche avallato le sue decisioni. Ieri si è anche appellato al buon operato di Padoa Schioppa, ministro dell’economia del governo Prodi II; esser diplomatico significa anche non scontentare mai, amci o nemici che siano, anche se si rischia di essere poco incisivi.

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1 giugno 2011 - Posted by | Economia | , , , , ,

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