ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Il referendum è la nostra arma

Questo termine deriva dal verbo latino “refero” che significa riferire, ed è lo strumento più importante di democrazia diretta prevista dalla nostra Costituzione; grazie ad esso, il corpo elettorale è chiamato ad esprimere il proprio parere su un determinato tema oggetto di discussione. E’ detto di democrazia diretta proprio perchè non prevede intermediari,e favorisce uno dei supremi principi della libertà, ovvero la partecipazione; intesa quest’ultima, come partecipazione attiva, consapevole, informata, in grado di coinvolgere la stragrande maggioranza della popolazione, che attraverso il voto manifesta le diverse preferenze. Negli ultimi anni, ed in particolare nell’ultimo decennio, tutte le consultazioni referendarie non hanno raggiunto il quorum, e tutta l’impegno e la fatica dei promotori sono svaniti nel nulla.

Parlo di impegno e fatica, perchè forse molti sottovalutano l‘iter burocratico che il referendum deve seguire prima di essere indetto; se non si mettono d’accordo 5 consigli regionali, servono 500mila firma da raccogliere entro 3 mesi dalla data apposta sui fogli contenenti le firme. Poi il referendum è sottoposto prima al controllo dell’Ufficio centrale per il referendum-con sede presso la Corte di Cassazione, e poi è sottoposto ad un secondo controllo di legittimità dalla Corte Costituzionale.

La consultazione inoltre, non può essere richiesta per indulto,  per attuazione dei trattati internazionali-altrimenti quello con la Libia forse non sarebbe entrato in vigore- per leggi tributarie e  di bilancio-con tutte le difficoltà dei diversi ceti sociali verrebbe indetto ogni 2-3 mesi- e non può modificare la legge elettorale, altrimenti il buon Calderoli non l’avrebbe presentata proprio, poichè se avessimo avuto possibilità di scelta questa legge, priva del voto di rappresentanza, sarebbe stata quantomeno bandita.

Oltre ai limiti sopracitati, quando determinati quesiti danno fastidio a qualche potente, questi non perde tempo di consigliare una bella gita al mare anzichè andare a votare. Così come fece il presidente del Consiglio, Craxi, nel 1991, così ha provato a fare il suo “delfino”, l’attuale premier, che inoltre ha adottato tutti i mezzi possibili per evitare il voto popolare. Ha cercato di cancellare il quesito sul nucleare, convinto che dopo Fukushima attirasse troppa attenzione; ha cercato di deviare l’argomento sull’acqua pubblica; impedì ai suoi fedeli  alleati di accorpare il voto con le amministrative, ricevendo un’incomprensibile aiuto dal radicale Beltrandi; senza contare che ha fissato il  referendum all’ultima data utile, proprio per dare le stesse indicazioni del primo ministro socialista.

Per tutte queste ragioni, adesso che abbiamo la possibilità di promuovere una scelta democratica, sarebbe da stupidi perdere quest’occasione, lasciando di fatto decidere solo ai parlamentari di  legiferare,  che spesso  non tengono conto dell’esigenze del popolo. Ecco perchè bisogna che tutti vadano a votare, indipendentemente dal parere che si esprimerà; a costo di essere ripetitivo, voglio ricordare che in ballo c’è il nostro futuro, e non c’è niente di più che dovrebbe importarci. Fino a quando non si va a votare per l’elezioni politiche o amministrative, è comprensibile, è un voto di protesta; diciamo che non si riesce proprio a turarsi il naso per votare. Ma qui la situazione è completamente diversa, siamo noi direttamente l’organo legislativo; peccato solo che anche in queste circostanze, finiamo con l’essere delusi, vedi finanziamento ai partiti e nucleare, due questioni già risolte e ripresentate come novità.

Infine vorrei lanciare un’iniziativa, che potrebbe tornare utile; giorni fà ho visto la proposta di alcuni tassisti, che si offrono volontari per accompagnare le persone a votare. Lodevole anche l’offerta di riduzione del biglietto di aerei e ferrovie per i rientri(anche mio fratello ne usufruirà!). Io invece, propongo di accompagnare i nonni alle urne, che spesso non hanno voglia o sono poco informati; è un’occasione per farsi una chiacchiera con i parenti, e coontemporaneamente recuperare uno, due voti per raggiungere il nostro traguardo, il quorum. Io con mia nonna lo farò, e voi?

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7 giugno 2011 - Posted by | Attualità | , , , , ,

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