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un popolo ignorante è più facile da governare

Servi liberi(o liberi servi)?

Si è tenuta  ieri al teatro Capranica di Roma,  un incontro dei giornalisti di centrodestra per capire come risollevare quella barca(pdl) che sta affondando sempre più. Vediamo nel dettaglio chi sono queste illustri “penne” che hanno partecipato a:”I  servi liberi del Cav”.Il promotore dell’inziativa è Giuliano Ferrara, detto l’elefantino. Da giovane è militante prima del  Pci, poi del Psi, salvo ritrovarsi poi Ministro per i rapporti con il Parlamento(che ministero è?) nel primo governo Berlusconi. Nel ’96 diventa direttore del Foglio, del quale farà parte anche Veronica Lario, e dirige per un certo periodo anche Panorama. Ferocemente contrario all’aborto, del quale dirà:”Lo scandalo supremo della nostra epoca. In passato mi sono trovato ben tre volte, ad assumere la decisione di abortire con tre partner”, e fonderà anche una lista, Aborto?No grazie, anche se con poco successo. Ha lavorato molto anche in televisone, ed attualmente presenta i 5 minuti di (dis)informazione dopo il Tg1, Radio Londra. Anche in passato si è reso protagonista di singolari iniziative, che l’hanno portato ad essere soprannominato il mutandaro.

Poi c’è Vittorio Feltri, che inizia la sua carriera professionale a L’indipendente; proprio mentre lavorava presso questa testata, su un presunto passaggio al Giornale di Paolo Berlusconi, Vittorio dichiarò:”A Montanelli  invidio tutto tranne che il Giornale….Io al giornale? Ma che cretinata. Berlusconi non m’ha offerto neppure un posto da correttore di bozze. Io qui all’Indipendente mi diverto, guadagno copie,faccio il padrone e il politico. Mi spiegate perchè devo fare certe cazzate? La cazzata fu presto fatta, nel ’94, quando Forza Italia diventò il primo partito italiano. Ma dopo un pò, Feltri disse:”Quando capii che la famiglia Berlusconi aveva bisogno del direttore di un partito non potei più rimanere. Non è un mestiere che so fare”. Gli serviva un pò di tempo per apprendere la professione, così nel 2009, ritornò alla base, per poi passare a Libero, e ritornare al Giornale, da poco. Radiato una volta dall’Ordine dei giornalisti per circa 3 anni, è stato in seguito sospeso per 6 mesi, ridotti a 3.

Maurizio Belpietro è stato vicedirettore de L’Indipendente, dove inizia a seguire le orme dell’amico-collega Feltri, seguendolo al Giornale nel ’94, per poi assumere la direzione de Il Tempo nel 1996. Nel 2007 diventa direttore di Panorama, per concludere il suo curriculum con la direzione di Libero; dirige inoltre su Canale 5 il programma di Mattino 5. Ha rilevato di recente, insieme a Feltri, il 20 % delle quote di Libero, per la modca cifra di 11mila euro ciascuno(totale 22mila), quando poi il prezzo dell’intero pacchheto azionario è di 220 mila euro. Misteri…come quelli dell’attentato subito sotto casa insieme alla sua scorta; fascicolo archiviato dalla procura.

Poi c’è Alessandro Sallusti che inizia a collaborare nell’84 con Montanelli al Giornale, diventandone direttore nel 2010, dopo essere stato vicedirettore ed aver svolto incarichi presso le reti Mediaset. Feltri arriverà a dire del quotidiano diretto dal collega quanto segue:”Il Giornale scrive falsità…In questi giorni ha perso la testa, come tutti quelli che ne hanno poca”. Infine Mario Sechi, che iniza-un pò come tutti-all’Indipendente, per arrivare al Giornale nel ’94. Nel 2007 è vicedirettore di Panorama, due anni dopo vicedirettore di Libero e nel 2010 diventa direttore del Tempo. Probabilmente, per onor di cronaca, sono arrivate da lui le maggiori critiche-degne di tal nome- all’operato di B. nella giornata di ieri. Solo il direttore del Tg1, Minzolini,  mancava all’appello; starà ancora effettuando la pratica(è ancora poco il periodo di collaborazione con Panorama) per aver il diritto a diventare un dipendente a libro paga del primo ministro.

Dopo questo excursus sui vari curriculum, l’accezione “servi liberi” è quantomeno impropria, perchè rende l’idea che servi non lo si è fino in fondo nel momento in cui vi è il termine libero in seguito. Forse, come da me proposto nel titolo, il “libero servo” spiega meglio l’aggettivo per lorsignori; ovvero degli uomini liberi, che liberamente decidono di sposare una causa vendendo il proprio lavoro, ma schiavizzando contemporaneamente la propria mente al servizio di un padrone. Perchè in effetti, quando c’è un servo che lavora, logicamente ci sarà pur sempre il padrone che lo comanda. C’est la vie!

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9 giugno 2011 - Posted by | Attualità | , , ,

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