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un popolo ignorante è più facile da governare

Precari, ancora voi?

Povero Brunetta, non bastavano i fannulloni o precari nel suo ministero, cui quotidianamente doveva convivere; anche nel bel mezzo di un convegno sull’innovazione, delle ragazze che sono state invitate da lui a salire sul palco, non appena si sono avvicinate al ministro, gli hanno detto quella parola che lo ha fatto andare in bestia: PRECARI.Il ministro della pubblica amministrazione e dell’innovazione, ha subito sbottato:”Questa è la peggiore Italia” andandosene di corsa, scortato ovviamente, senza lasciare spazio a riflessioni o critiche, anche dai lavoratori della PA. Sembra proprio essere perseguitato, lui che ha speso questo mandato-durato fin qui 3 anni- a dare la caccia ai fannulloni; quest’ultimi insopportabili, avanzano delle critiche assurde, arrivando addirittura a sostenere che sono loro, con il loro operato, con la scarsa retribuzione e senza un minimo di garanzia, che fanno andare avanti questo Paese.

E’ lui invece che si è sempre dato da fare, iniziando la sua carriera professionale come professore universitario associato, collaborando con diversi quotidiani, e diventando consigliere economico dei governi Craxi, Amato, Ciampi, prima di approdare a Forza Italia nel ’99. Negli anni 2000 decide di fare il salto di qualità; conscio della sua crescente popolarità, si candida a sindaco di Venezia, sua città natale. A cavallo tra aprile e maggio, Brunetta sfiora il 40% al primo turno-con l’appoggio di  Lega e fiamma tricolore di Rauti- per poi perdere il ballottaggio, contro un altro professore Paolo Costa. Il rammarico è talmente tanto, che il ministro-lavoratore ci riprova quasi un decennio dopo. Stavolta neanche la soddisfazione di arrivare al ballottaggio, perchè sarà distaccato di 9 punti percentuali dall’attuale sindaco, Giorgio Orsoni. Ma effettivamente, ci metterà pochissimo per scaricare le colpe della sconfitta sulla Lega, rea a parer suo, di non averlo sostenuto a dovere. I dati statistici, però, lo smentiranno.

Ma il suo sogno era anche un altro, e lo dichiarò durante una puntata di Matrix; ambiva al Premio Nobel. Era vicino, insomma sulla strada giusta, ma alla fine vinse l’amore, il desiderio di fare politica. Il desiderio si avvera al massimo dei livelli, quando il premier gli affida il ministero della PA e dell’innovazione, e lui promette subito battaglia ai fannulloni, ai “bamboccioni”, minacciandone il licenziamento perchè non sono produttivi. Lui si che ha le idee chiare; vuole maggiore produttività e con meno personale, digitalizzazione degli atti dicendo addio alla carta, banda larga e tecnologie informatiche devono superare ogni barriera fisica. “Questo nel giro di un anno, un anno e mezzo al massimo” le dichiarazioni rilasciate nel maggio 2008.

Di recente un rapporto della Commissione Europea, ci dice che noi italiani  siamo negli ultimi posti in Europa per l’accesso digitale alla pubblica amministrazione: solo il 22,7 per cento contro il 42 per cento della media Europea, contro il 59,2 per cento della Francia. Inoltre sempre secondo dati dell’Europa, in Italia i cittadini usufruiscono in bassissima parte i servizi messi a disposizione dalla PA, probabilmente perchè non sono ritenuti idonei. Siamo ultimi in Europa nella classifica dell’agenda digitale, e per quanto a banda larga, siamo come sempre stazionari negli ultimi posti delle classifiche, diciamo ai livelli della Turchia; anche Calabrò ieri, ha sostenuto che siamo da serie B, non sfruttando una risorsa che potrebbe far crescere enormemente questo Paese in termini di produttività.

Senza contare altre critiche roventi per essersi scagliati contro i poliziotti “panzoni”, gettati in strada e non ritenuti all’altezza, o dei figli che rimangono a casa fino a 30 anni. Le critiche piovutegli addosso, invece, sono risibili; in fondo, che male c’è ad utilizzare per scopo privato un sito istituzionale come quello del Governo, per difendersi dagli attacchi della stampa(solo di alcuna, si capisce, in fondo Berlusconi ora come ora lo prefereribbe al posto di Tremonti)?

Eppure una volta, durante un convegno, il ministro descrisse le élite come quelle «della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale»; probabilmente a causa della sua statura, non ha notato la sua presenza all’interno del gruppo appena citato.

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15 giugno 2011 - Posted by | Politica | , , , , ,

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