ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Finchè la barca va…

…Lasciala andare, diceva una celebre canzone di Orietta Berti. Ad oggi, ritengo di poter affibiare questa espressione all’attuale maggioranza di governo, che dopo gli “incidenti di percorso”, tra amministrative e referendum, adesso si troverà a dover bilanciare le opposte esigenze del miglior alleato e i pareri contrastanti degli esponenti interni.Dopo il raduno leghista di ieri a Pontida, Bossi è tornato prepotentemente alla carica, annunciando di voler portare fino in fondo alcune delle proposte filtrate nei giorni scorsi. Innanzitutto il decentramento al Nord di alcuni ministeri, così da poter rompere il “centralismo romano”; poi, rivolgendosi all’amico Giulio(Tremonti) ha chiesto una minore pressione fiscale per i comuni virtuosi, le imprese e gli artigiani. Piena attuazione del federalismo fiscale, e dove si trovano i soldi? Semplice, il senatur ha chiesto di “porre fine alle missioni di pace, o di guerra” in Libia (su questo sono d’accordo con lui), che ci farebbe recuperare il primo miliardo di euro e di frenare l’emergenza degli sbarchi. All’urlo incessante “Secessione, secessione, secessione” degli 80mila presenti, “il capo” ha fatto intendere che per ora non se ne parla di rompere l’alleanza, poichè “si finirebbe per fare un piacere alla sinistra”, ma se non sapranno ascoltare le loro richieste, non è dato sapere quali saranno gli scenari futuri; non è da escludere una scissione dal pdl insomma.

Il premier intervistato, ha parzialmente accolto le proposte dell’alleato, rimandando alle prossime sedute di Camera e Senato. Ma proprio qui sono iniziati i malumori all’interno del partito del Cav. Il sindaco di Roma, Alemanno è sempre più preoccupato della proposta di decentrare i ministeri, ed ha chiesto un intervento dalla politica nazionale su tal punto, chiedendo che venga ribadito l’unità di “Roma Capitale”; a fargli eco, il presidente del Lazio, Polverini. Dai vertici del partito, La Russa e Cicchitto, minimizzano le richieste della Lega, e invitano i colleghi a non prenderla troppo seriamente; “è solo una sfuriata leghista” il commento più significativo.

Frattini, il ministro degli esteri, ha detto che la proposta di ritirare le forze dalla Libia non può essere presa in considerazione, “almeno prima dell’estate”; questo perchè entro settembre dovrebbe finire la missione della Nato(sempre che venga raggiunto l’obiettivo). “Bisogna andare avanti con la mediazione” ha detto il ministro, bocciando l’ipotesi di recuperare risorse, tagliando la spesa pubblica. Tremonti ha sempre sostenuto che la riforma non può essere fatta abbassando le tasse, perchè si creerebbe altro deficit, bocciando sul nascere qualsiasi ipotesi di riduzione delle imposte. Già in passato quando Maroni gli chiese più coraggio, Tremonti non ha accennato il minimo passo indietro.

Il tutto mentre in altre amministrazioni locali, alcuni esponenti chiedono al coordinatore unico, Alfano, che i parlamentari abbiano un curriculum serio; chiedono quindi, che non si verifichino più, elezioni alla Minetti. Se aggiungiamo anche i malumori che provengono dal sud, dove il governatore della Campania, Caldoro, chiede maggior attenzione per il Mezzogiorno e per un suo sviluppo, richiesta che fa il paio con quella di Miccichè -recentemente uscito dalla maggioranza- che chiedeva più risorse per la Sicilia, il quadro è completo.

Tutti cercano di alzare la posta delle loro richieste, chi cerca di cautelarsi dalle richieste dei colleghi, opposte vedute su questioni di rilievo internazionale, scissioni avvenute e altre “minacciate”. Chi dovrà tenere a bada tutto ciò, avrà il suo bel da fare, ma dovrà far attenzione a non scontentare nessuno, perchè l’alternativa sussurata nei giorni scorsi c’è già; è Claudio Scajola, il ministro dimessosi per lo scandalo casa, acquistata a sua insaputa, che è pronto a creare un altro gruppo parlamentare, uscendo dal pdl.

A pensarci bene, il buon Fini forse c’aveva visto giusto qualche mese fa, quando decise di passare all’opposizione. In sintesi, il Presidente della Camera, chiedeva maggiore democraticità all’interno del governo, più congressi dove si potevano condividere le scelte e le varie azioni da intraprendere, e la fine del centralismo del leader, che è costretto a concedere qualcosa per tenere a freno i bollenti spiriti, che di volta in volta si venivano a sovrapporre. Al momento, i risultati sembrano dargli torto, ma chissà come andrà a finire.

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20 giugno 2011 - Posted by | Politica | , , , , ,

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