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un popolo ignorante è più facile da governare

Chi salverà la Grecia?

E’ da tanto tempo ormai che se ne parla, di questa difficile situazione che sta attraversando la Grecia; si sta cercando di trovare una qualsiasi soluzione per far respirare le dissestate casse pubbliche di Atene, in modo da respingere ogni possibile contagio nelle altre zone europee. Ma siamo sicuri che si rema tutti nella stessa direzione?Il governo ellenico, quando ha scoperto che le sue finanze erano insufficienti, ha applicato tutte le misure impopolari possibili; aumento dell’Iva, taglio di personale e riduzione di stipendi ai dipendenti pubblici, tasse su alcool, tabacco e carburante. Recentemente il premier greco, George Papandreou, ha chiesto di mettere da parte i dualismi politici, e di convergere su un accordo di unità nazionale e di fiducia al nuovo esecutivo. Il primo ministro greco, si trova in una situazione delicatissima; da un lato le proteste di piazza (celebre quella intorno al Parlamento) contro i tagli applicati in ogni ramo della spesa, dall’altro le pressioni di Ue e Fmi, che attendono di vedere quali siano i riscontri delle proposte di austerity, per poi decidere se dare seguito alla quinta tranche di aiuti europei.

Qualche giorno fa, è giunta dalla cancelliera tedesca, Merkel, la richiesta che a partecipare a risanare la situazione greca non siano solo i governi europei, ma anche i privati; anche se in maniera timida( “mi piacerebbe”), già è buono che s’inizi a pensare su questa possibilità. Che poi, le banche sarebbero le prime a beneficiare di una diminuizione del rischio default, proprio perchè risucirebbero a controllare la situazione che si verrebbe a creare. In caso contrario, se non volessero venire incontro agli aiuti, la gestione dei debiti pregressi diventerebbe insostenibile. In misura maggiore poi, sono le banche francesi e tedesche, che hanno enormi esposizione sulla Grecia, e secondo rigor di logica, è soprattutto a loro che non conviene il fallimento, perchè non riuscirebbero più a coprire il credito accumulato, trovandosi conseguenzialmente pesanti debiti iscritti a bilancio.

Ma a beneficiare di un salvataggio sarebbero anche gli altri Paesi europei; in questo sistema, il fallimento di uno solo avrebbe conseguenze a catena inimmaginabili. A tremare sono il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna, ma anche l’Italia, che con il suo debito pubblico gigantesco potrebbe risentire del default greco. In seguito ad un possibile default, l’Italia si troverebbe a pagare tassi d’interesse più alti sui titoli di Stato, e con rendimenti più elevati sarebbe ancora più difficile attuare le riforme necessarie per lo sviluppo economico del paese. Nei primi di luglio, i vertici europei s’incontreranno di nuovo per stabilire altri aiuti a favore della Grecia, con la speranza che il salvataggio sia ancora possibile e soprattutto conveniente. Altrimenti si procederà con il default; o se preferite, chiamatela ristrutturazione.

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21 giugno 2011 - Posted by | Economia | , , , , ,

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