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un popolo ignorante è più facile da governare

Napoli, la storia dei rifiuti “immortali”

Prosegue incessante l’emergenza rifiuti nel napoletano, tra le promesse fatte in campagna elettorale e le mancate attuazioni dei piani straordinari d’intervento; l’unica cosa sicura, è che la spazzatura per le strade continua ad aumentare, proprio quando secondo le parole del neosindaco(“entro 5 giorni”), la situazione difficile sarebbe già stata risolta. Ad onor del vero, De Magistris e la sua giunta hanno già varato un piano per risolvere l’annosa questione, ovvero puntare  tutto sulla raccolta differenziata, e liberare la città dalle 2300 tonnellate di rifiuti che ancora l’affliggono; dirottare il tutto verso i siti di stoccaggio e di trasferenza, (ancora da decidere quali) dove i rifiuti dovrebbero rimanere 72 ore nel primo, e massimo 6 mesi nel secondo. Il piano almeno nell’immediato non sembra aver prodotto i benefici sperati. Le proteste continuano imperterrite, ancora roghi di rifiuti, e gli esercenti che chiudono i battenti, con i ristoratori in primis che non hanno niente da guadagnare con il malodore che si respira dinanzi ai propri locali.

Ma non è neanche accettabile chi già critica aspramente l’ex-pm, contestandogli il fatto di non rispettare le promesse contratte; le parole di apprezzamento- anche se in minima parte- non sono mancate; ma cosa v’aspettavate, che risolvesse in 5 giorni ciò che non si è risolto in 20 anni? Eppure sarebbe stato lo smacco più bello, nessuno avrebbe dovuto avanzare critica alcuna, proprio perchè, come fa un genio appena uscito dalla lampada, un amministratore alle prime armi sarebbe riuscito dove tanti esperti, navigati, uomini di governo hanno sempre toppato.

Che poi, resta da ricordare che le colpe non sono solo del Comune di Napoli, cui tocca si ripulire la città e trasportare i rifiuti negli impianti appositi per lo smaltimento, o nei siti di trasferenza. La Provincia dovrebbe individuare questi siti, proprio perchè nella gestione dei rifiuti toccherebbe al presidente Cesaro(pdl) chiarire la possibilità di quali siti sfruttare. Poi c’è il governatore Caldoro che dovrebbe definire il piano flussi; risultati aldisotto delle aspettative. Se è vero che nella sola Napoli giacciono 2300 tonnellate di rifiuti, in tutta la Regione Campania si arriva a quota 1500 tonnellate, che sanciscono un completo fallimento dei 14 mesi di amministrazione di Caldoro e Romano, assessore regionale all’ambiente(e non solo!).

Il problema è che gestire nel migliore dei modi questa emergenza non va a genio ad alcuni poteri forti, che sulle emergenze e sulle discariche, coltiva fior di interessi e speculazioni (come è noto). Ma De Magistris e il suo vice, Sodano, non vogliono sapere scuse; l’emergenza va affrontata e Napoli dovrà essere ripulita nel più breve tempo possibile, anche perchè con il caldo la situazione sarà ancora di più caotica. Si attende da inizio giugno un decreto legge da parte del governo nazionale, ma sotto sotto, è quasi impensabile che venga varato, visto il parere fortemente contrario della Lega; i rifuti rimarrano qui, al limite ci potrà essere una mano dalle altre regioni. Anche se, la nostra Costituzione prevede- secondo il principio di sussidiarietà- che se Comuni, Provincia e Regione non riescono ad adempiere le loro funzioni, dovrebbe poi intervenire il Governo Nazionale per aiutarli a risolvere i problemi.

Neanche nell’ultimo vertice in prefettura sono usciti soluzioni immediate per il problema. Il fatto però che in alcune zone la situazione sia sotto controllo fa ben sperare; forse iniziare da qui la raccolta differenziata per sensibilizzare l’intera città, sarebbe un messaggio positivo. Per quanto riguarda gli altri rifiuti, bisognerà trovare l’accordo con i governatori delle altre regioni, approfittando della loro generosità per utilizzare i loro siti. La soddisfazione sarà doppia, se si riuscirà ad arginare l’emergenza senza l’aiuto del governo; l’ennesima dimostrazione della politica dei proclami mai mantenuti.

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22 giugno 2011 - Posted by | Attualità | , , , , ,

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