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un popolo ignorante è più facile da governare

Tremonti diviso tra la gloria ed il baratro

Fino a qualche tempo fa, era visto come il possibile-futuro premier; adesso, complice qualche screzio con i poteri forti all’interno della stessa maggioranza, Giulio Tremonti rischia davvero di trascorrere la sua attività di ministro in una zona di penombra. L’unica via d’uscita è convincere tutti con la manovra correttiva.Questa mossa, comunemente chiamata anche riforma del fisco, è al centro del dibattito della maggioranza, e grazie alla sua urgenza ha assunto la priorità su tutte le altre questioni, anche rispetto alla riforma della giustizia e alla ripresentazione della legge bavaglio, il decreto sulle intercettazioni. I termini della correzione sono ormai noti; la cifra da sforbiciare oscilla  tra i 40 e i 46 mld di euro, anche se nell’anno attuale saranno circa 5 miliardi di tagli, seguiti da altri 6 miliardi nel 2012, per poi toccare quota 30-35 mld nel biennnio 2013-14.

L’obiettivo è quello di convincere investitori, gli organismi europei, ma anche e soprattutto i leader di partito, visto che già in settimana il ministro economico ha dovuto scontare due piccoli incidenti di percorso. Nella giornata di domenica, il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, non ha esitato a definire la futura riforma come una “manovra psichiatrica” e sostenendo che il ministero di via XX settembre sia “l’unico a non aver fatto i conti con i tagli da lui voluti nell’anno precedente”. Accuse abbastanza forti insomma, che poi hanno fatto il paio con le dimissioni di Mauro Milanese, uno dei più fidati collaboratori, che ha lasciato il suo incarico dopo esser stato travolto dalle indagini sulla p4.

Ma anche entrando nei dettagli della riforma, chiunque ha avuto modo di analizzarla, non è rimasto meravigliato in positivo, anzi; il passaggio dalla persone alle cose(come sostiene T.) è un tipo d’iniziativa che potrebbe soffocare i consumi e con essi la domanda interna. Le tre aliquote potrebbero essere la solita furbata per premiare i redditi più alti, ma è oppurtuno anche che si sappiano gli scaglioni prima di emettere sentenze. Infine l’abolizione a partire dal 2014 dell’Irap, imposta che genera all’incirca 40 miliardi di entrate; misura -anche questa- da rivedere bene, perchè è necessario trovare altre entrate sostitutive, viste che gran parte di queste sono destinate alla sanità, un settore che sarà comunque chiamato ad una razionalizzazione(ed era ora).

In definitiva bisogna imprimere un’accelerazione alla stagnante economia italiana, per superare la condizione di bassa crescita che si protrae da ormai quindici anni. Anche gli andamenti della finanza pubblica sono influenzati dalla debole crescita, aspetto quest’ultimo che va considerato soprattutto in proporzione agli altri paesi europei, che rendono più difficoltoso il programma di ridurre il rapporto debito pubblico/pil e il disavanzo della spesa pubblica. I conti di Tremonti, dovranno essere in grado di lottare con interessi ed aspettative diverse, e trovare il mezzo per non scontentare nessuno. Operazione al limite dell’impossibile.

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28 giugno 2011 - Posted by | Economia | , , , ,

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