ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Tagli per tutti, tranne per 945

Si era detto di razionalizzare la spesa corrente, di tagliare tutte le spese ritenute superflue, e alla fine, dopo 4 ore di riunione del consiglio dei ministri, è uscita fuori la manovra finanziaria, completamente trasfrormata per come era stata preannunciata nei giorni scorsi.Uno dei punti che ha fatto maggiormente discutere, ovvero l’aumento di un punto percentuale dell‘Iva sulle aliquote più alte è stato cancellato; si è ritenuto (come anche da me anticipato nei giorni scorsi in questa sede) che potesse gravare troppo sui consumi, finendo per incidere sulla già debole ripresa. L’aumento del bollo per tutte le auto è stato prima smentito, e poi riproposto per le sole auto potenti, i Suv, che arrivano a 225KW.

Per il resto, qualche piccola tassa in più –il ticket sanitario verrà aumentato a partire dal 2012– lievissimo innalzamento dell’età pensionabile per le donne, e accorpamenti di enti e delle tornate elettorali, amministrative e politiche. Sono previsti tagli lineari per Regioni, Province e Comuni, ma dei tagli alla politica, intesi come tagli ai stipendi e riduzioni di auto blu, non vi è traccia; se ne parlerà nella prossima legislatura, forse. Quindi giusto 1,5 mld per l’anno in corso, 5,5 per il prossimo e 40 miliardi spalmati nel biennio 2013-14, che sarà vincolante per chiunque si trovi a guidare l’Italia in quel periodo.

“L’obiettivo di rientro del deficit per quest’anno e il prossimo già era stato raggiunto” ha dichiarato Tremonti, spiegando con una banale congettura i motivi del rinvio della maxistangata alla spesa sociale. Gli scaglioni delle aliquote verranno delineati in seguito, comunque prima del 25 luglio, giorno in cui il decreto dovrà essere approvato in Parlamento. Mentre le polemiche delle opposizioni si susseguono, c’è da attendere il giudizio delle piazze finanziarie, che stabiliranno quante possibilità ha questa manovra di allontanare l’Italia dal rischio contagio della crisi di Atene.

Nel frattempo, nella notte fra il 28 e 29 giugno, fra l’indifferenza generale e senza preavviso per gli operatori, c’è stato un incremento di quattro centesimi sulle accise, sia sulla verde che su diesel. Il tutto è dovuto all’emergenza umanitaria che attanaglia il nostro Paese, ovvero quell”eccezionale flusso di cittadini appartenenti ai paesi del Nord Africa”. Da non sottovalutare che la favorevole congiuntura che sta attraversando il mercato del greggio, in virtù della quale il prezzo della benzina avrebbe anche potuto volgere al ribasso; ma i prezzi si sa, seguono gli andamenti della domanda e dell’offerta solo quando fa comodo.

Così come per la manovra, non era il caso di creare ancora malcontento attuando delle scelte impopolari per l’immediato, e si è preferito lasciare la patata bollente ai posteri.

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1 luglio 2011 - Posted by | Economia | , , , , , ,

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