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un popolo ignorante è più facile da governare

Quale sarà il prossimo bavaglio?

In questi giorni, e non solo, abbiamo assistito a diversi tentativi di limitare la libertà d’informazione, sia sul piccolo schermo che sul web. Le manifestazioni di protesta però, non mancano di esternare tutto il dissenso verso queste “cartucce” sparate per difendere sempre i soliti, vecchi interessi.Partendo appunto dal sistema televisivo, a più riprese nei giorni scorsi era dato per scontato l’accordo tra Santoro e La7, tanto che si è arrivati a dire che mancava solo il “nero su bianco”; la firma era quindi l’ultimo tassello. Ebbene 3 giorni fa l’improbabile retromarcia che lascia tutti di stucco, tutti s’iniziano ad interrogare sul perchè il contratto non è stato stipulato, ed alla fine grazie ad alcune norme contenute nella manovra il quadro diventa molto più cristallino.

C’era infatti la possibilità per Telecom, azionista di maggioranza di La7, di dover accettare qualche provvedimento governativo non troppo favorevole; investire sulle infrastrutture per potenziare la banda larga, quando poi ne avrebbero beneficiato anche i concorrenti. Il segnale ai vecchi monopolisti delle comunicazioni, è arrivato forte e chiaro. Adesso il futuro di Santoro diventa molto più denso di nubi, ma il giornalista giura che Annozero il prossimo autunno sicuramente andrà in onda, resta da capire solo quale sia la struttura che vorrà ospitarlo.

Sempre parlando di giornalisti del servizio pubblico (almeno per la stagione appena terminata), c’è da risolvere anche il contratto con Milena Gabanelli e per il “suo” Report, la principale trasmissione d’inchiesta di tutta la televisione con il miglior rapporto costi-profitti, ed ha ricevuto più riconoscimenti, sia in Italia che all’estero, per il suo approfondimento giornalistico. La trasmissione è stata inserita nel palinsesto autunnale, ma al momento pare non avere copertura legale dalla Rai, quanto poi su tutte le cause legali che ha dovuto affrontare il programma di Rai3 non si è mai rivelato soccombente, mai nessun risarcimento dovuto ai querelanti. Il rischio senza questa garanzia da parte dell’azienda, sarebbe quello del classico “chi sbaglia paga“, ovvero i giornalisti querelati, potrebbero pagare il risarcimento di tasca propria, qualora si riscoprisse in loro un qualsivoglia torto.

Infine, ma non in ordine di tempo, il 6 luglio potrebbe entrare in vigore questa delibera, in base alla quale, se un detentore di copyright denuncerà all’Agcom un sito o un blog per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore e, se ciò non dovesse essere rispettato, oscurare il sito senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria. Insomma quella che doveva essere un’Autorità Indipendente potrebbe assumere le stesse funzioni che aveva il Ministero della Cultura Popolare ai tempi del fascismo; i commissari dell’autorità avrebbero infatti la possibilità di controllare, e anche oscurare, i contenuti d’informazione, esercitando quindi un potere di censura incontrollabile ed illimitato nello spazio. Anche qui la protesta dei cittadini ha fatto sentire le proprie ragioni contro questa norma discriminatoria.

Non si può di colpo negare ai cittadini la garanzia del potere giudiziario, lasciando che a decidere non sia un potere arbitrario. Non si può mettere freno alla libertà d’informazione, perchè questa è un estensione dell’articolo 21, sancito dalla nostra Costituzione; l’unico limite costituzionalmente garantito è quello del buon costume, altri possono essere la tutela dell’ordine pubblico e la riservatezza dei dati personali. Non si può attuare una tale scelta antidemocratica, che costituisca un freno alla crescita socioeconomica dei cittadini, senza sperare che nessuno se ne accorga e non esprima tutto il proprio dissenso al riguardo. Per questo motivo bisogna esprimere a più riprese, ed in qualsiasi spazio a disposizione, il maggior disprezzo possibile per questa legge liberticida, in modo da rispedirla al mittente.

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3 luglio 2011 - Posted by | Attualità | , , , , , ,

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