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un popolo ignorante è più facile da governare

Bossi ci ri-ripensa

Sembra quasi essere una questione senza fine, ma certo è che questa decisione  potrebbe influenzare, e molto, le future allenze nello scacchiere politico italiano; il parere sull’arresto di Papa, deputato del Pdl.

L’alleanza Lega-Pdl sta attraversando un periodo di alti e bassi, dove più volte si è quasi arrivati alla rottura completa, scongiurata poi, sempre e comunque, dai rispettivi leader, convinti che una loro divisione porterebbe ognuno a dire addio ai propri interessi. L’ultimo “inconveniente” in ordine di tempo si avrà mercoledì quando alla Camera si dovrà decidere sull’arresto di Papa, travolto dall’inchiesta P4, visto che faceva parte di un sistema finalizzato alla gestione di notizie riservate da usare come arma di ricatto per l’ottenimento di appalti e nomine; in poche parole, veniva manovrato da Luigi Bisignani.

Per il premier, ovviamente, è l’ennesima intrusione della magistratura nella politica, e non vorrebbe mai che uno dei suoi si trovasse così senza immunità a risolvere i “suoi guai giudiziari” anche perchè potrebbe creare un pericoloso precedente in questa legislatura, ragion per cui le tenterà tutte, ma proprio tutte, per convincere i leghisti a votare per il no all’arresto. Bossi però, deve continuamente fare i conti con i mal di pancia del suo elettorato e nel giro di 3 giorni ha cambiato idea diverse volte.

Venerdì 15 luglio, vestendo i panni robespierrani, sfoggiava uno spirito giustizialista da far invidia a Di Pietro; nessuno sconto insomma, “la Lega voterà si all’arresto di Papa”. Ma il giorno dopo, quando il Csm sospese Papa dall’incarico (e dallo stipendio) di magistrato, ecco il primo tentennamento; “niente manette se prima non si celebra il processo“. Una retromarcia che però fa crescere il malumore dei leghisti, con alcune dichiarazioni particolari, come quella del sindaco di Verona, Tosi, che fa luce sulla situazione:”Le dichiarazioni di Bossi vanno inserite in un contesto pieno di tatticismi; è necessario operare un bilanciamento con gli alleati, e questo talvolta, può portare a decisioni impopolari“.

Nulla di nuovo quindi, è chiaro che non si fa niente per senza niente. Se il premier dovesse chiedere qualcosa di scomodo al leader leghista, è ovvio che quest’ultimo in cambio dovrà avere un controfavore all’altezza. Ma ieri, in provincia di Piacenza, durante un comizio, ecco le nuove parole di Bossi:”Ribadisco della necessità del processo, perchè non mi sembra giusto mettere le manette nel Parlamento”, anche se la linea del partito è “quella di votare per l’arresto“. Diciamo un “forse, si vedrà” che lascia il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

Oggi però, è in programma un altro incontro con il premier, e forse si apriranno nuove ipotesi, che saranno definitivi mercoledì. Certo è che la decisione che prenderà il carroccio, sarà senz’altro un remake di quello sostenuto in questi giorni; anche perchè, in 3 giorni ha detto tutte le soluzioni possibili, e non ce ne sono di altre.

 

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18 luglio 2011 - Posted by | Politica | , , , ,

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