ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Tu vuoi fare l’americano…

Sembrava impossibile fino a qualche tempo fà, eppure  oggi un possibile fallimento dell’economia americana non è affatto un’utopia, e qualora dovesse concretizzarsi sarebbe un disastro (quasi sicuramente) maggiore al fallimento della Lehmann brothers del 2007, che ha dato il via alla grande crisi ancora in corso.

Il presidente Obama sta cercando con ogni mezzo di trovare un’intesa con i repubblicani per rientrare dal deficit. L’esorbitante debito pubblico, balzato oltre i  14mila miliardi, impone una serie di riforme strutturali che permettano di ridurre tale cifra e al tempo stesso, non rallentino a dismisura lo sviluppo economico del Paese; il cruccio di tutti gli stati chiamati ad economizzare la spesa, insomma.

I repubblicani però, sembrano non preoccuparsi affatto dell’emergenza in corso, e rifiutano qualsiasi possibilità di trattativa che Obama gli ha presentato fino a questo momento; nessuna imposta nuova, ma tagli alla spesa per 2000 miliardi, ripartiti anche per la politica e per una parte della società che nessuno fino ad ora si era mai sognato di toccare. Il portavoce dei repubblicani, Bohner, dopo aver rifutato tale proposta, ha chiesto l’innalzamento del tetto del debito, ovvero l’aumento della cifra aldilà della quale si dichiara il fallimento tecnico. Il presidente però sa che così facendo, il problema sarebbe solo rinviato di qualche mese, per poi ripresentarsi più difficile di quanto non lo sia già adesso.

Ma in effetti, l’ostruzionismo dei conservatori mira a sgretolare l’immagine di Obama, e il rinvio di queste decisioni rimanderebbe il dibattito in vista delle prossime elezioni presidenziali; non è un caso che ad ogni richiesta di confronto dei democratici, Bohner&company hanno più volte alzato la posta in gioco, arrivando quasi a ricattare il presidente per mostrare all’opinione pubblica la fragiltà del governo in carica. Ma ciò che ancora non hanno compreso a fondo, è che se non si dovesse trovare l’intesa per il 2 agosto, il default delle finanze pubbliche sarebbe l’unica soluzione possibile.

Già le agenzie di rating hanno fatto sapere che in assenza di un accordo significativo, il rating degli Usa potrebbe essere declassato da tripla A ad una doppia A +, che avrebbe un impatto destabilizzante sull’economia americana; in seguito ad una tale operazione delle agenzie, un probabile incremento dei tassi , sarebbe un pericoloso freno alla ripresa. Ed in virtù di questo scenario buio, i mercati già stanno dando le prime risposte negative, con il dollaro che perde quota e l”ora che schizza verso l’alto.

Da ricordare inoltre che questo pesante deficit degli Usa ha come principale artefice proprio la politica conservatrice che ha attuato G.W. Bush nei suoi due mandati consecutivi e le due costosissime guerre condotte dagli americani; nei primi anni 2000 invece, Clinton aveva lasciato il bilancio in attivo, grazie anche alla new economy ed una favorevole congiuntura economica. Per scaraventare l’Amercia verso il baratro è bastato davvero pochissimo, e potrebbe bastare ancora di meno-ciò che già si sta verificando- per prospettare un fallimento alla grande superpotenza.

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25 luglio 2011 - Posted by | Economia | , , , , , ,

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