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un popolo ignorante è più facile da governare

Habemus compromessum

Dopo interminabili giorni di dibattiti e richiami alla responsabilità, l’accordo per evitare un default dell’economia Usa-che avrebbe avuto una portata devastante-, è stato raggiunto nella giornata di ieri; il presidente Obama ha dato l’annuncio poco prima che aprisse la borsa di Tokio, onde evitare qualsiasi attacco speculativo da parte dei mercati.Il tanto atteso compromesso, prevede un taglio alla spesa pubblica di 2400 miliardi da spalmare nei prossimi 10 anni, con due fasi diverse di innalzamento del tetto del debito. Nella prima, immediata, fase il debt celling verrà aumentato di 9oo miliardi, e poco più di 900 di tagli alla spesa. La seconda fase prevede un altro aumento del debito tra i 1200 e 1500 mld di dollari, con possibilità di ridiscutere lo stesso al Congresso, e solo Obama potrà esercitare un potere di veto. Il dato certo, è che il Tesoro fino al 15 agosto, si troverà a pagare i primi impegni a stretta scadenza, per un ammontare di 150 miliardi circa, suddivisi tra pensioni, debito pubblico ed interessi su quest’ultimo.

L’innalzamento del tetto del debito è stato già praticato nel passato, ma mai come questa volta è stato vissuto con ansia; questo perchè incombe il rischio del sussurrato declassamento da parte delle agenzie di rating, ed anche perchè gli operatori finanziari stanno tenendo sotto stretta osservazione il dibattito di questi giorni tra Whitehouse e Congresso.

Obama, che può comunque vantare di aver superato un momento molto difficile, ha forse pagato il prezzo più alto di questo scontro con i repubblicani,  visto che le sue preferenze sono crollate del 6%, e fra il suo stesso elettorato vige un certo malcontento. I repubblicani e il tea party-partito di estrema destra- hanno invece raggiunto il loro obiettivo, ovvero l’indebolimento politico del presidente in carica, in modo da presentarsi alle prossime elezioni in condizioni nettamente più favorevoli.

La cosa più urgente adesso, sarà far ripartire l’economia americana, che dopo una debole ripresa dell’0,4% del primo trimestre, ha registrato un modesto 1,3% nel secondo; una decelerazione significativa, se rapportato con gli oltre 3% di crescita del 2010, e che lascia poche speranze per i 14 milioni di disoccupati ufficiali. Ed è proprio su questo punto, che la corrente di sinistra dei democratici si è trovata in disaccordo, visto che non c’è il minimo accenno di stimoli all’economia e sostegno all’occupazione.

Un altro fattore questo, che se non verrà corretto a stretto giro di tempo, potrebbe pesare come un macigno sul mandato di Obama, che finerebbe per deludere le aspettative di chi lo ha maggiormente sostenuto nella sfida contro McCain e che si ripercuoterebbe in termini di voto.

 

 

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1 agosto 2011 - Posted by | Economia | , , , , , ,

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