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un popolo ignorante è più facile da governare

Guerra civile sotto il Big ben

Ora dopo ora si estendono sempre di più i disordini scoppiati sabato a Londra; si è partiti da Tottenham, per poi arrivare a Liverpool, Birmingham, Manchester, Bristol, Leeds. Mentre gli episodi di violenza si moltiplicano, ci si interroga sul perchè di queste manifestazioni di rabbia, e la situazione non può essere più sottovalutata.Così mentre il primo ministro Cameron, torna anticipatamente dalle ferie, per partecipare ad una riunione d’emergenza con il ministro dell’Interno Theresa May, e il capo di Scotland Yard, Tim Godwin, continua a crescere la preoccupazione all’interno delle forze dell’ordine. Impiego massiccio anche dei vigili del fuoco, chiamati a spegnere i numerosi incendi appiccaiati d rivoltosi, oltre agli agenti di polizia, spesso in assetto antisommossa; il comandante della Met Police, Christine Jones, ha sostenuto che ci sono stati oltre 40 agenti feriti, 3 dei quali investiti da una macchina mentre stavano effettuando un fermo.

Tutto nasce nella giornata di giovedì, quando venne ucciso Mark Duggan, pregiudicato 29enne ma soprattutto padre di 4 figli. Gli agenti stavano per arrestarlo, e secondo la loro teoria avrebbero risposto al fuoco di Duggan; questa la teoria ufficiale esposta da Scotland Yard. Ma secondo alcuni esami, questa teoria potrebbe essere falsa, generando così ulteriori disordini, quindi si continuano a fare i rilievi del caso. Intanto da sabato, quando ebbe inizio la protesta nel quartiere di Tottenham, i disordini si estendono sempre più, coprendo Oxford Circuì, Peckham, Weltham Forest.

 Era dai tempi della rivolta di Brixton del 1981 che non si vedeva niente di simile a Londra. Quelle immagini di trent’anni fa sembravano appartenere ad un’altra epoca, ed invece ecco episodi di violenza, con diverse analogie. Quando esplose la prima rivolta, 11 aprile 1981, fu dovuta ad un accoltellamento, ma poi la disoccupazione dilagante, in un contesto di profonda crisi e recessione economica, furono le cause del crescente malcontento, che arrivò a coinvolgere oltre 10mila persone. Anche allora la scintilla fu l’uccisione di un civile, ma poi la protesta s’incanalò in una direzione a sfondo razziale.

Perchè svaligiano i negozi, saccheggiano le vetrine, si da fuoco ad interi palazzi, strutture storiche; incendi di auto si susseguono in ogni zona della città. Mentre si cercano di fornire ancora spiegazioni sociologiche, per cercare di delimitare la protesta di questo movimento e per riportare il tutto alla normalità, pensiamo se il tutto fosse accaduto in Italia. Se la sono stati chiamati semplicemente “teppisti”, qualcuno non avrebbe esitato a denunciare i protestanti in sede penale, con l’accusa di tentato omicidio; lacrimogeni a morire, la violenza che diventa quotidiana, con i violenti schierati solo nel popolo, e le forze dell’ordine ridotte a  mere vittime di un gioco al massacro. La maturità di un popolo si vede anche in queste cose. Anche se a differenza di trent’anni fà, per i britannici sarà difficile far rientrare tutto alla normalità, perchè i giovani sembrano  ribellarsi anche, sulla via degli indignados, contro una classe politica che non gli riconosce la possibilità di mettersi in gioco, dove la disoccupazione incalza e le possibilità di mobilità sociale sono ridotte; questa è, e sarà, l’opposizione più ardua da superare per Cameron e colleghi.

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9 agosto 2011 - Posted by | Attualità | , , , ,

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