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un popolo ignorante è più facile da governare

Uno spot per recuperare miliardi di euro

Dal 9 agosto sulle reti tv e radio della Rai stanno trasmettendo degli spot per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’evasione fiscale; questo è il primo passo del governo che intende chiamare tutti i cittadini alle armi nella lotta agli evasori.Il primo di questi spot mostra un netto miglioramento dei servizi pubblici quando tutti pagano le tasse, ed un progressivo impoverimento degli stessi quando sono in molti ad evadere il fisco. Il secondo, invece, mostra una serie di parassiti per arrivare al parassita della società, ovvero l’evasore fiscale; rappresentato per l’occasione, da un uomo con la barba e con un abbigliamento modesto. E qui probabilmente la prima pecca del messaggio istituzionale, visto che raffigura colui che evade le tasse come un artigiano-libero professionista qualsiasi, dimenticandosi di tutti i possibili “giacca&cravatta” che detengono conti all’estero e che puntualmente usufruiscono dello scudo fiscale, pagando un irrisorio 5%.

L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è “ridurre l’evasione fiscale grazie ai comportamenti attivi dei cittadini e renderli consapevoli che senza entrate fiscali, non è possibile fruire dei servizi pubblici”. Ma oltre al comportamento attivo dei cittadini, che per un fine come questo appare essenziale, altra cosa fondamentale dovrebbe essere la ferma volontà da parte del governo, per mettere in gioco tutte le carte a sua disposizione nel recupero dell’evaso.

Considerati i dati Istat di quest’anno, i redditi e i guadagni detenuti illegalmente, sono compresi tra i 250 e i 275 miliardi all’anno; il mancato gettito è quantificabile in 120 miliardi di euro, una cifra che basterebbe per attuare 2-3 manovre all’anno puntando sulla crescita, circa 20 miliardi in più di due anni fà. Ma è l’economista Vladimiro Giacchè, dal blog sul Fatto, a rendere forse i numeri più amari. “A causa di questa illegalità, ciascun contribuente in regola paga 3.000 euro all’anno di più; in concreto, negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato maggiori tasse per 870 miliardi”. E il governo, come agisce? “Varando il “decreto sviluppo”, dando la massima pubblicità alla misura più innovativa che contiene: le sanzioni ai funzionari governativi colpevoli… di importunare le imprese con controlli fiscali troppo puntigliosi”.

Ma cosa mai ci potremmo aspettare, da un capo del governo, che qualche anno fà non esitò minimamente ad affermare di “sentirsi moralmente autorizzato ad evadere le tasse vista l’alta pressione fiscale”? Lo stesso governo che, dal giorno dell’insediamento, ha eliminato la tracciabilità dei pagamenti, la non trasferibilità degli assegni, e la soppressione dell’elenco dei clienti e dei fornitori? Quello stesso governo, che per esigenze di bilancio, viste le consuete tempeste finanziarie che si attraversano in questo periodo, ha deciso di anticipare il pareggio del bilancio, inizialmente previsto nel 2014, nel 2013.

Ebbene tale anticipo porterà, ovviamente, anche all’aumento della pressione fiscale. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, il carico fiscale passerà dal preventivato 42,6% al 44,3%, ovvero un aumento di 1,7% rispetto alla previsione pre-manovra. Riuscirà quindi, il governo con questi messaggini istituzionali a recuperare una bella parte di dichiarazioni infedeli e frodi fiscali, oppure sarà un ennesimo buco nell’acqua, mentre i lavoratori che pagano fino all’ultimo euro, vedono salire sempre più il carico fiscale arrivato ormai ad una cifra insostenibile?

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11 agosto 2011 - Posted by | Politica | , , , , , , ,

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