ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

La fronda continua a crescere

Dopo aver varato una manovra molto leggera soprattutto nel breve periodo, adesso l’esecutivo, sollecitato da diversi organi,  dovrà necessariamente approvare un altro decreto per recuperare quasi 50 miliardi di euro. Mentre si discute per questo, i nervi sembrano poter saltare da un momento all’altro.Quando circa un mese fà il Parlamento appose la fiducia sulla prima manovra, i dissidi all’interno del governo, si fecero sentire ma in misura molto minore; ancora celebre fu quello sulla proposta degli ordini professionali -di moda ancora oggi- che mandò su tutte le furie una sessantina di parlamentari, capitanati dall’avvocato-onorevole La Russa. Insomma quando si è chiamati ad affrontare 7-8 miliardi nel giro di 2 anni, delegando il peso dei tagli al governo successivo, ci può essere qualche  battibecco, ma l’intesa si trova abbastanza presto.

Oggi però, complice gli ammonimenti da parte della Bce, i collassi delle borse che sono ormai all’ordine del giorno, si avverte la necessità di imporre rigore ai conti pubblici, in modo da superare questa difficile situazione economica. Per arrivare al pareggio di bilancio con un anno di anticipo rispetto al previsto(2013) è indispensabile recuperare 45-50 miliardi; il “come recuperarli” è ancora terreno di aperti scontri non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della stessa coalizione di governo.

La contromanovra delle diverse forze di sinistra viene accantonata quasi in partenza; un progetto diviso in 7 punti, che pare non aveer stuzzicato minimamente gli interessi dell’asse di governo. Scontri roventi all’interno della stessa maggioranza, si registrano sull’abolizione di alcuni enti locali, sulla questione di ridurre anche le pensioni con innalzamento dell’età pensionabile; a prendere le difese dei pensionati, si schiera in prima fila Bossi, che sembra non cedere di un millimetro dalla sua posizione di far rimanere immutati i compensi previdenziali.

Ma sono anche i giornali da sempre fedeli al premier, che chiedano che l’intera manovra venga rivista, per non passare come il “partito delle tasse” quello che (secondo loro) non ha mai creato nuove imposte alla cittadinanza. Mentre i malumori crescono, anche il numero dei parlamentari ostili alle ultime scelte dettate dal consiglio dei ministri continuano a salire notevolmente; nelle ultime ore, guidati da Crosetto e Stracquadanio stanno iniziando la conta, per passare poi alle richieste da presentare in Parlamento. Aumento di un punto dell’Iva-manovra che potrebbe strozzare i consumi- maggiori misure contro l’evasione– che ricordiamo sottrae circa 120 miliardi alle casse pubbliche-; la minaccia è sempre quella di far mancare la fiducia.

Basteranno nuove condivisioni e relative concessioni, o saranno necessarie altre poltrone?

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16 agosto 2011 - Posted by | Politica | , , , , , ,

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