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un popolo ignorante è più facile da governare

Stop ai privilegi anche per il Vaticano

A lanciare la battaglia è stato qualche giorno fà, il radicale Marco Staderini, sostenendo che con la revisione del Concordato del ’29 tra Stato e Chiesa, e tramite l’abolizione di vari privilegi al Vaticano, si arriverebbe a risparmiare una cifra intorno ai 3 miliardi di euro.Qualche momento dopo, è nato un gruppo su Facebook, “Vaticano, pagaci tu la manovra finanziaria” dove sono descritti diversi sprechi dello Stato autonomo sito nel cuore di Roma, e che ha raggiunto in pochissimo tempo oltre 100mila preferenze. L’iniziativa è partita da un comitiva di ragazzi in Emilia, e uno di essi ha prontamente dichiarato, che non si tratta di una questione tra credenti e non credenti, ma semplicemente di dati obiettivi; in un momento di crisi, è giusto che come sono stati esortati i parlamentari a ridursi privilegi e stipendi, è giusto che la medesima cosa venga rivolta al Vaticano, affinchè anche verso i più seguaci credenti possa essere lanciato un grande segnale di bontà.

L’accordo, comunemente conosciuto come Patti Lateranensi, firmati da Benito Mussolini e Pietro Gasparri, ha come motto “Libera chiesa in libero Stato” ma fu molto benevolo verso gli ambienti cattolici per risarcirli di quasi 60 anni di “separazione” in casa; dopo la presa di Roma infatti, ci fu un periodo di gelo tra il neonato Regno d’Italia e la Santa Sede, ma il tutto rientrò appunto grazie all’esenzioni e ai privilegi contenuti in quell’accordo. Dopo la seconda guerra mondiale, e l’instaurazione della repubblica, gli accordi suddetti vennero inseriti in Costituzione; per modificarli è sufficiente una legge ordinaria quando è di comune accordo, mentre una legge di revisione costituzionale quando è solo il governo a volerlo. Non può essere indetto un referendum perchè trattasi di accordi internazionali, ma può essere proposto in Parlamento tramite iniziativa legislativa popolare.

Nell’occhio del ciclone sono finiti specialmente l’esenzione dell’Ici, esenzione Irpef per i dipendenti vaticani, e le riduzioni del 50% sull’Ires per gli enti il cui fine è equiparato ad assistenza e istruzione, e l’8×1000( che arriva quasi ad un miliardo di euro l’anno). Tutte esenzioni che apporterebbero un mancato introito di almeno 3 miliardi di euro, in base agli studi fatti; basta semplicemente ricordare, che un quinto degli immobili italiani appartiene all’orbita cattolica, e anche esercitando attività commerciali, come per esempio una struttura alberghiera, questi non pagano l’imposta sugli immobili. Per non parlare poi del turismo religioso, che sempre secondo Staderini, grazie a tutti i pellegrinaggi e visite varie, genera profitti per oltre 4 miliardi di euro.

Nella Francia prerivoluzione del 1789, i privilegi della corte e del clero assunsero contorni molto fastidiosi per la restante parte della popolazione, che furono anch’essi causa delle rivolte popolari. Ai giorni nostri, si è già detto tantissimo dei privilegi dei parlamentari, e finalmente s’inizia a fare lo stesso, con una certa insistenza, anche del mondo cattolico. Come anche sottolineato ieri dal presidente Napolitano, ad un meeting di Comunione e Liberazione, è giusto che ognuno faccia la sua parte per fronteggiare la crisi. Chiedere di recuperare gli evasori e predicare qualche messa, non basta a garantire l’immunità dai giusti tagli.

 

 

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22 agosto 2011 - Posted by | Attualità | , , , , ,

1 commento »

  1. A questi calcoli bisogna aggiungere tutte le donazioni sottobanco che riceve la chiesa e, con il pretesto di aiutare l’emarginazione incassano fior di quattrini anche dalle amministrazioni locali e faccio un esempio: nella città di Como, la Caritas riceve centinaia di migliaia di Euro per far funzionare le mense dei poveri e, per queste non hanno alcuna spesa: raccolgono gli avanzi delle mense scolastiche, i cibi scaduti dei supermercati e attingono agli esuberi della comunità europea, si avvalgono del volontariato e infine nelle parrocchie predicano per i poveri per ricevere ancora di più: non sono mai sazi.

    Commento di massimo basile | 9 giugno 2013 | Rispondi


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