ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Tra le polemiche, c’è il deficit di 5 miliardi

Non passa una revisione di questa manovra che subito iniziano a scorrere fiumi di polemiche, da ogni parte sociale. Adesso i più arrabbiati, che fanno sentire pesantemente il loro dissenso sul web e non solo, sono coloro che hanno svolto la leva militare ed i laureati.

Il motivo è presto detto; gli anni spesi per il servizio militare e per gli studi universitari non saranno computati negli anni necessari per andare in pensione. Fanno sapere di contro, che chi ha già riscattato gli anni in questione, pagando peraltro cifre salatissime, non perderà la somma sborsata, che verrà conteggiata nell’assegno pensionistico.

Ancora una volta quindi, questo governo dopo aver tagliato il tagliabile su cultura, scuola pubblica, ricerca, dimostra la poca considerazione che ha nelle nuove generazioni, lanciando il chiaro segnale che se qualcosa va recuperato questo va a danno dei più giovani e, in special modo, di chi ha profuso tanto impegno per arrivare alla laurea. Ogni anno sarebbero tra i 110mila e i 120mila i lavoratori che verrebero colpiti da questa bozza di legge, e vedendo le aspettative tradite, non è impossibile che tentino una causa contro lo Stato, avendo molte probabilità di vittoria(come recentemente abbiamo assistito a parecchie cause tentate contro il ministero della Gelmini che hanno avuto pieno successo).

Ma si dirà, a scatenare tutto questo polverone ne vale davvero la pena per lo Stato!? A conti fatti, il gettito previsto sarebbe di mezzo miliardo per il 2013, e un miliardo per il 2014; 1,5 mld, una cifra che sicuramente non permetterà di rialzare la china al tesoro italiano, ma sono necessari per ripianare una parte della manovra, considerati i dietrofront maturati dopo il famoso meeting di Arcore. Niente contributo di solidarietà (allargato, perchè rimane quello della precedente manovra per gli statali), ritirata la proposta di alzare di un punto l’Iva, tolti 2 miliardi di tagli agli enti locali, che avranno più possibilità di scovare gli evasori; in tal modo l’esecutivo se ne vede bene dal continuare ad inseguire i malfattori, avendo delegato un organo di governo inferiore a tale scopo, ed ogni stima sul recupero dell’evaso è puramente aleatoria.

Mentre continuano a susseguirsi i dubbi sull’efficacia di tale manovra, anche perchè si fa fatica a capire dove venga recuperato il mancato introito delle scelte ritirate(il buco si aggira almeno sui 5 miliardi) arrivano alcune stime-nettamente al ribasso- sulla crescita dell’Italia. Il Fondo Monetario Internazionale il Pil crescerà dell’0,7% quest’anno, l’0,8% il 2012 e rallentare nel 2013 con 0,7%; stime al ribasso per un totale di oltre un punto percentuale nell’arco del triennio. Anche Bankitalia si allinea alle previsioni del Fmi, ammonendo inoltre che nel 2013-2014, con una crescita bassa, assisteremo anche al boom della pressione fiscale che raggiungerà il suo record storico al 44,5%.

Resta solo da vedere, come reagiranno le borse e se reputeranno attendibili e sostenibili le scelte contenute nel decreto in questione. Con la consapevolezza che non si potrà contare sull’aiuto infinito della Bce-tramite acquisto titoli di Stato- e che ulteriori perdite sui mercati potrebbero rendere inutili i risparmi previsti per l’anno in corso prima ancora che vengano approvati in Parlamento.

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31 agosto 2011 - Posted by | Economia | , , , , , ,

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