ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Mercati ancora insoddisfatti…

…Delle decisioni alquanto superficiali contenute nella manovra economica dell’Italia, che paga un’altra giornata di passione: il lunedì nero è costato un -5% a Piazza Affari, che tra le altre cose, ha ricevuto ieri una visita un pò sgradita.

Centri sociale irrompono alla sede della Borsa

8 manifestanti facenti parte del sindacato USB-sindacalismo di base di pubblico impiego-, sono entrati nella sede della Borsa a Milano manifestando tutto il loro dissenso nei confronti della manovra, e solo grazie al personale di sicurezza è stato evitato un secondo ingresso ad un altro gruppo di manifestanti. Non è ormai una novità, il fatto che le misure contenute nella bozza di legge, nonostante abbiano subito modifiche e revisioni per diverse-numerose-volte sono incomplete, discutibili e come anche suggerito ieri da Napolitano, mancano ancora di elementi efficaci.

Senza elementi in grado di garantire sostenibilità alla manovra non si va avanti; è la solita ricetta, senza misure per la crescita non si produce ricchezza, e senza produrre ricchezza non si creano altri posti di lavoro e i consumi rimangano pressochè inalterati. Aggiungiamoci anche l’emergere di nuove imposte, ed un taglio-da parte del governo centrale- alla spesa sociale ed il piatto è servito; quella flebile speranza che s’intravedeva nell‘aspettativa di una crescita del Pil italiano intorno all’1,3% per quest’anno è rimasta disattesa.

Gli analisti e gli economisti di tutto il mondo, cercano di spiegare questa pesante crisi che l’Italia sta pagando sui mercati, anche con la poca personalità dimostrata dall’esecutivo in carica; ormai è consuetudine che le piazze finanziarie richiedono stabilità e credibilità, e basta che venga meno una di queste variabili che subito le perdite si fanno sentire. Le ultime proteste, tra sciopero generale organizzato dalla Cgil e proposte alternative delle opposizioni, riguardano la modifica allo statuto dei lavoratori, in base alla quale grazie ad un semplice accordo con le organizzazioni sindacali aziendali sarà più semplice licenziare i lavoratori, ovviamente quando c’è un piano di ristrutturazione dell’azienda; ma la domanda è, davvero i licenziamenti più facili permetteranno di uscire prima dalla crisi oppure è solo una sorta di “lecca-lecca” per il mondo degli industriali, dal quale il governo ha spesso ricevuto critiche negli ultimi tempi?

Altro punto di scontro è la mancanza di uniformità per l’assegnazione di nuove frequenze sia nel campo delle frequenze televisive che nel campo delle telecomunicazioni. Quindi mentre per i colossi della telefonia(Tim, Vodafone, Wind H3G) è stata istituita una normale asta competitiva, che frutterà alle casse dell’erario almeno 3 miliardi di euro, per l’assegnazione delle emittenti televisive verrà fatto un vero e proprio regalo alle reti Mediaset, Rai e Sky, in quanto non si adotteranno criteri competitivi, ma verranno assegnate in modo da aumentare il solco tra le aziende sopracitate e le altre emittenti che vorrebbero entrare in gico. Si formerà quindi, ancora di più, una sorta di oligarchia nel mercato televisivo, e questa mancata asta causerà un mancato introito di circa 2 miliardi per lo Stato. Altro esempio di come le misure contenute nella manovra siano efficaci si, ma solo per alcuni tipi di interessi.

 

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6 settembre 2011 - Posted by | Economia | , , , , , ,

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