ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Quando gli sfidanti alzano la voce

Ormai è indubbio che il periodo di recessione economica ha danneggiato, non solo le popolazioni incidendo sul salario e sugli acquisti in generale, ma anche i diversi capi dei governi che non hanno saputo fronteggiare adeguatamente questa crisi.

Alla maggior parte di essi viene contestato la pochezza di idee per una possibile ripresa economica; è chiaro che serva come non mai in questo momento, un periodo di austerity, ma è anche vero che facendo solo in questo modo si avrà un eccesso di produzione perchè le persone non saranno più portate a spendere, e si bloccherebbe tutto il sistema produzione-consumi-lavoro.

Obama ha rilanciato ultimamente un piano per sostenere il lavoro da oltre 400 miliardi di euro, anche se dovrà scontrarsi con la maggioranza repubblicana alla Camera, ed è molto probabile che la cifra sia destinata a diminuire. Ad un anno di distanza dalla prossime presidenziali, il presidente americano cerca di recuperare una parte di quei consensi che l’hanno sostenuto in maniera inequivocabile qualche anno fà, e che adesso sembra aver smarrito la fiducia in lui. Così mentre si susseguono le candidature dei repubblicani -i più probabili al momento sono Romney e Perry– Obama tenta la strada della conferma.

Identica cosa avviene in Germania, dove la Merkel ha perso terreno alle elezioni di medio termine, e in Francia dove Sarkozy dovrà vedersela con la concorrenza dei socialisti. In Spagna, Zapatero, presidente socialista, non si presenterà neanche alle elezioni, ma il partito popolare presenta un vantaggio talmente netto che sarà impossibile non avere la meglio alle urna. Ma è chiaro che chi si trova all’opposizione sfrutta anche, con un tono da campagna elettorale, il momento poco felice dal punto di vista economico che il mondo intero sta attraversando.

Questo succede anche in Italia, solo che il problema più grande è la mancanza di alternativa al duo Pdl-Lega. O meglio di un’alternativa credibile; perchè aldilà dei chiacchiericci che si susseguono da tempo, ancora non è stato delineato un minimo di alleanza che avrebbe già dovuto materializzarsi in vista delle elezioni in programma (al massimo) tra 20 mesi. Ancora non è chiaro chi prenderà posto in questa coalizione, fino a dove verrà allargata e come si riuscirà a tenere uniti su un unico programma un gruppo non proprio omogeneo. Ciò che è sicuro, è che per il momento i diversi partiti d’opposizione continuano a criticare l’operato in termini di politica economica del governo(per la verità quasi nullo) ed a ignorare le 16 misure per la crescita contenute nella manovra evidenziate(ma non spiegate) da Tremonti.

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13 settembre 2011 - Posted by | Politica | , , , , , ,

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