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un popolo ignorante è più facile da governare

Dall’antipolitica al “fare politica”: chi ci prova?

Mentre  i riflettori della politica sono inevitabilmente puntati sulla Francia, dove ieri s’è tenuto il primo turno per la carica di Presidente della Repubblica, si riscontra sempre più l’aumento incontrastato dell’antipolitica

un sentimento crescente, che segna sempre più il distacco della società civile dalle istituzioni. Sfiducia, aumento incontrollato della corruzione soprattutto ai vertici della macchina statale, incapacità manifesta di saper (o volere?) colpire i poteri forti, i grandi interessi delle multinazionali, ovvero chi ha visto questo periodo di crisi come una grande occasione per accrescere ulteriormente il proprio portafogli, mentre intere aziende chiudevano i battenti e centinaia di migliaia di lavoratori venivano lasciati senza certezze.

Non c’è quindi da meravigliarsi se il consenso dei partiti politici è ai minimi storici. Il Pdl è passato dal35% del 2008 al 20% di oggi. Ed il fallimento più grande di tutte le formazioni partitiche è che se si votasse oggi la maggioranza preferirebbe una coalizione guidata da Monti, che guadagnerebbe il 30% dei consensi e sottrarrebbe un bel bacino di voti proprio al Pdl e al Pd. Nonostante il governo dei professori stia passando alla storia per consegnarci un Paese con una pressione fiscale da record assoluto, e il gradimento stesso nei confronti del premier sia in costante diminuzione, la maggioranza degli italiani lo continua a preferire ai partiti.

Se fa notizia (quasi) senza stupore che  il partito di destra guidato da Marine Le Pen s’avvicini al 20%, non capisco perchè scandalizzarci quando il Movimento 5 Stelle stia proseguendo la sua scalata nei consensi. Con il contributo della cassa di risonanza del movimento, Beppe Grillo, e avvantaggiati da una pessima conduzione della cosa pubblica, il “voto di protesta” ha fin troppo vita facile per crescere e moltiplicarsi. Un pò come la Lega dei primi tempi, questa nuova forza politica sta conquistando sempre più peso nei vari comuni e si prepara alle politiche del 2013. Credo che una qualsiasi forza politica che si batta per ridurre- NON A PAROLE, MA CONCRETAMENTE- i costi della politica ha già compiuto metà del suo dovere. L’altra metà è rispettare i punti cardini del proprio programma. Onore ed auguri a chi ci riuscirà, perchè vorrà dire che avrà un gran peso nei processi decisionali dell’Italia, ed avrà riformulato l’accezione del “fare politica”, che dovrebbe essere quella di tutelare l’interesse quanto più collettivo possibile delle città.

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23 aprile 2012 - Posted by | Politica | , , , , , , ,

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