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un popolo ignorante è più facile da governare

Qualche idea per le start-up

Ultimamente grazie a diversi collettivi cui ho l’onore di far parte, leggo molte notizie in merito alla possibilità di far prosperare le start-up e di agevolarne la formazione, in modo da puntare insomma su questo tassello per poter rilanciare il livello occupazionale del Paese: anche per questo spesso

 

dico che modelli che puntino sull’innovazione, l’Italia molto difficilemente uscirà dalla crisi. Il mio contributo (immediato) alla causa sta nel riportare in questa sede due ottime idee trovate in giro per il web. La prima porta la firma del dottor Tavecchio, socio di Linkiesta, che propone due idee a costo zero per agevolare appunto l’investimento nelle start-up.

La prima l’abolizione del divieto di offerta al pubblico di quote di S.r.l.. Con questa modifica ci sarebbe la possibilità di attirare investimenti in una start-up semplicemente consentendo alle S.r.l. di effettuare offerte ad un numero ristretto di investitori, o limitate a determinate soglie quantitative di capitali raccolti. Una piccola grande riforma a costo zero.

La seconda riforma, sempre a costo zero, sarebbero il rimuovere i vincoli normativi che impediscono la sottoscrizione di quote o azioni di società in fase di start-up attraverso la rete (internet). Oggi la promozione o il collocamento a distanza di prodotti finanziari è riservata alle banche e alle imprese d’investimento. Bisognerebbe rompere questo monopolio per le piccole operazioni di start-up e prevedere che non costituisce prestazione di servizi e attività di investimento la gestione di un sito internet che abbia come fine esclusivo la facilitazione della raccolta di capitali di società a responsabilità limitata o società per azioni in fase di start-up con alcuni limiti qualitativi e quantitavi per evitare abusi.

Un’altra idea significativa viene da Michele Vianello, quando fornisce qualche suo suggerimento ai ministri Passera e Profumo in vista dei prossimi  “Smart cities and communities” rivolti al centro-nord del Paese.

  • destinare il 10-20% delle risorse del bando smart cities and communities alle startup e agli incubatori;
  • ciò che andrà valutato e incentivato -nell’assegnazione delle risorse- saranno progetti/prodotti per una “città Intelligente ed ecosostenibile”;
  • nessun assistenzialismo, andranno finanziate A FONDO PERDUTO solo le idee/prodotti;
  • saranno finanziabili SOLO aziende che abbiamo meno di tre anni di vita;
  • andrebbero considerate con maggior favore startup che dichiarino la disponibilità MANIFESTATA da parte di una Comunità Locale che accetta  di far sperimentare le soluzioni proposte generando innovazione reale sul territorio;
  • andrebbero considerate come maggiormente innovative -sotto il profilo organizzativo- le idee frutto di contaminazione su piattaforme di crowdsourcing e in strutture di coworking.

Infine voglio segnalare un bando per le nuove idee imprenditoriali: fino al 30 giugno sarà possibile partecipare al Premio Gaetano Marzotto, dove sono in palio premi fino a 450mila euro.

 

 

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15 maggio 2012 - Posted by | Politica | , , , , , , ,

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