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L’Agenda digitale che non entusiasma

Negli ultimi tempi si sta discutendo molto dell’Agenda Digitale, lo strumento che dovrebbe servire a garantire all’Italia un futuro digitale. Proprio ieri,  techeconomy ha pubblicato in anteprima la bozza del decreto Digitalia, dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di attuazione dell’Agenda digitale italiane e di start up innovative”.

Il testo parte subito introducendo quello che, secondo Cristoforo Morandini, costituisce uno degli aspetti positivi, ovvero una legge, annuale o biennale, per l’incentivazione e lo sviluppo dei servizi digitali ed, allo stesso tempo, la rimozione degli ostacoli legislativi ed amministrativi che frenano lo sviluppo digitale. In una parola: semplificazione. Ed è questa la parola d’ordine che il decreto sembra perseguire riguardo soprattutto alla comunicazione tra i vari enti, cercando di eliminare al più possibile l’emissione di documenti cartacei: a tal proposito, sia in materia di istruzione che di sanità, dovrà essere adottato il fascicolo elettronico,dello studente come del paziente, per una dematerializzazione dei documenti sempre più intensa.

Saranno inasprite le sanzioni per gli enti che non trasmetteranno i documenti per via telematica, ed in materia di open data, le PA avranno l’obbligo di pubblicare i regolamenti che disciplinano l’esercizio del diritto d’accesso agli atti amministrativi: le amministrazioni pubbliche dovranno inoltre procedere all’acquisto di beni e servizi  (per gli importi inferiori alle soglie comunitarie) esclusivamente per via telematica. Si cerca inoltre di innovare la materia del trasporto pubblico locale, perseguendo anche una maggiore sicurezza in materia di circolazione stradale, attraverso un uso ottimale dei dati relativi alle strade, al traffico ed alla mobilità: l’ITS (sistemi di trasporto intelligenti) dovrà infatti garantire informazioni in tempo reale riguardo alla mobilità prevedendo anche un servizio elettronico per chiamate di emergenza (eCall).

Si prevede la costituzione dell’ INI-PEC, l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica, per favorire lo scambio di informazioni e documenti tra privati e pubbliche amministrazioni (al riguardo consiglio di leggere Ernesto Belisario); la creazione del Desk Italia, per accrescere la capacità di attrarre investimenti dall’estero e di un Comitato tecnico delle comunità intelligenti per lo sviluppo delle smart city. E’ previsto inoltre(o meglio confermato viste le recenti indiscrezioni)  il pagamento elettronico per soglie superiori a 50 euro.

Agevolazioni previste per gli scavi relativi alle infrastrutture di rete (banda larga e fibra ottica), e per ciò che concerne l‘e-commerce, previsti dei contributi alle micro imprese (nell’importo di circa mille euro) e alle medio imprese, attraverso una detassazione. Il tutto però non viene quantificato, visto che le risorse disponibili sono ancora da ricercare. Ancor più deludente, se possibile, l’argomento relativo al sostegno al settore della ricerca&innovazione. Ci sarà ancora qualcosa da definire prima del provvedimento definitivo, e molto verrà demandato ai decreti attuativi. Sicuramente però, la bozza in questione non ha lasciato pienamente soddisfatti gli esperti del settore: anzi qualcuno l’ha definita, senza mezzi termini, “deludente”.

Pubblicato su Wikiculture

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7 settembre 2012 - Posted by | Innovazione | , , , , , , , , , , , , ,

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