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un popolo ignorante è più facile da governare

La rivoluzione dei dati

Mentre si è fatto un gran parlare dello streaming sull’incontro Pd-M5S da altre parti si parla con insistenza della rivoluzione dei dati, ovvero di come fenomeni quali Open Data e Big Data potranno esserci utili nella vita di tutti i giorni.

big data

Ecco un estratto da Agorà digitale

Neelie Kroes, con il discorso sulla “Rivoluzione dei Big Data”, ha spiegato – ancora una volta- la straordinaria opportunità di crescita che ci sta offrendo la società dei dati. Uno stimolo per l’economia e per la democrazia.

I governi stanno aprendosi a questa occasione di trasparenza, di miglioramento dei servizi pubblici e per creare innovazione. Ma la rivoluzione dei big-data non s’avvererà da sola. Ha bisogno di licenze libere, e che possano essere riutilizzati”.

Nonostante in Italia il movimento Open Data stia maturando e acquisendo consapevolezza nei propri mezzi,  le difficoltà per un ricercatore rispetto agli altri Paesi sono abbastanza elevate. A quanto pare anche l’Istat, che è tutt’oggi l’ente centrale più “aperto” in tal senso e che ha rilasciato il maggior quantitativo di dataset, non mette completamente a disposizione della collettività le proprie serie complete di microdati. Un’apertura verso il cambiamento deve partire anche da qui.

E sullo stretto rapporto tra statistiche e dati, interviene anche Luca De Biase, parlando di “bene comune”: ciò che genera conoscenza, e che contribuisce a coltivarla ed arricchirla, si deve cercare di renderla quanto più possibile pubblica. D’altronde, i dati vengono spessi creati dalle nostre azioni quotidiane, dalle nostre scelte, dalle nostre attitudini. Quale miglior ringraziamento, da parte di chi gestisce quest’enorme mole di dati, se non renderci partecipi di tali informazioni?

E quale migliore descrizione potremmo avere di ciò che accade intorno a noi se non quello, spiegato ed analizzato, dal flusso dei dati che ci circonda? Ecco perchè questa “rivoluzione” ci riguarda molto da vicino, forse anche più di uno streaming.

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27 marzo 2013 - Posted by | Innovazione | , , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. […] gran parlare di trasparenza, streaming e annessi, ma hanno sempre ignorato (almeno finora) questa vera e propria rivoluzione che potrebbe generare l’adozione dei dati aperti nella […]

    Pingback di Open Data; come prima, più di prima, proporrò « ilpicchioparlante | 12 ottobre 2013 | Rispondi

  2. […] gruppo di individui – basato su metodi tutt’altro che infondati- che ne parla da tempo. La rivoluzione dei dati non è che uno di questi aspetti per la proliferazione di una cultura che serve al progresso del […]

    Pingback di Riflessioni “aperte” per cambiare il Paese « ilpicchioparlante | 6 dicembre 2013 | Rispondi


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