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Salerno, lo sport tra commedia e funerale

Un misto tra teatro e film (già visto), tragedia e commedia, ciò che si è materializzato quest’oggi allo Stadio Arechi di Salerno. Certo è che il calcio, in quanto sport, nel territorio italiano giunge sempre più vicino al funerale (ammesso e non concesso che non sia già avvenuto, e qualcuno non se ne accorge). Non sappiamo commentare a caldo calcio cosa ci ha turbato di più, ma le occasioni di cui lamentarci, e le colpe che verosimilmente andranno divise tra diversi soggetti-attori, sono tanti ed enormi.

Partiamo dal dato tecnico? Ok. La Salernitana, vince il derby a tavolino contro la Nocerina. Il motivo è presto detto: i calciatori, s’infortunano in massa, e guarda caso dopo le tre sostituzioni -in blocco – avvenute dopo manco 3 minuti disputati, la Nocerina termina la gara con 5 uomini – fingendosi infortunati – in meno dopo appena 20 minuti.

 

Volendo uscire dalla recita edita dalla squadra di Nocera, è presto detto individuare i colpevoli. Decisione comoda, pratica e con gli abiti dell’ufficialità. Ma certo: colpa degli ultrà della Nocerina che non hanno voluto far disputare la partita odierna alla propria squadra. “O tutti o nessuno  a Salerno” recitava simbolicamente la tifoseria della provincia salernitana. Ed alla fine le pressioni hanno avuto effetto, inutile prenderci in giro come la dirigenza della Nocerina, dimessasi in blocco (?)

Benissimo, nessun incidente, si direbbe. Ovvio, niente partita nessun incidente. Come potrebbero esserci morti per le guerre se le guerre non si facessero più? Eppure, le campagne militari si devono fare per forza, ci sono quelle giuste, bisogna difendere la Patria e tutto ciò che si favoleggia.

Peccato che nel calcio esistono, per certi signori, le partite giuste. Si, “giuste” per non essere disputate, in modo che una passione, uno svago, una partita che si può desiderare per una settimana od anche più, possa non andare in scena, almeno come siamo abituati a vederle da diverse generazioni a questa parte.

Il Comitato sicurezza del Viminale, in settimana, decide bene di vietare la trasferta per i tifosi ospiti;  il Questore è d’accordo: ma possibile che non esistano strumenti per far giocare le partite come 2-3-10-20 anni fa? Non mi sembra che succedano ogni domenica episodi di cronaca nera allo stadio e non certo sopprimendo queste libertà si miglioreranno le cose. Invece il dispiegamento di risorse viene comunque impiegato su gran parte della provincia salernitana e per diverso tempo (da ieri sera, controlli a tappeto con tanti di elicotteri. Cos’è Baghdad??). Tanto valeva farla disputare la partita con ambedue le tifoserie (quanti sarebbero state le possibilità di incidenti con 2-300 tifosi?)

Che problema c’è? Mica abbiamo pagato noi il prezzo del biglietto? Mica abbiamo assistito inutilmente a ore di attesa per vedere la consumazione di uno scempio sul terreno di gioco? E l’agonismo, e la voglia di gareggiare, la condivisione di attimi felici e meno felici, la possibilità di poter dire “abbiamo vinto” o “abbiamo segnato”, i momenti di suspense? Niente di tutto questo. E’ più bello raccontare una pagina di commedia. Credo che la società, intesa come tifoserie ed anche semplici cittadini che seguono le sorti delle squadre calcistiche, abbia tutto il diritto di sentirsi presa in giro.

A perderci è anche però la stampa, perché un certo tipo di “silenzio” non è la soluzione più sensata per risolvere i problemi. Anzi, facilita la possibilità di scaricare le responsabilità. Se sbagliamo noi cittadini paghiamo, se sbagliano gli organizzatori dello sport la colpa non è di nessuno.

E’ vero, perché le colpe non sono solo della società che ha commesso la farsa come qualcuno vorrebbe semplicemente, ma banalmente, concludere. Questo va sottolineato. Dietro ci sono i registi, gli sponsor di questa commedia. E sono le istituzioni sportive che non hanno previsto, al momento della calendarizzazione del torneo, questi incresciosi episodi. Le istituzioni chiamate a controllare, che hanno negato ai tifosi della Nocerina (perché oltre qualche testa calda, esistono anche le persone che vogliono vedere la propria squadra giocare al pallone)la possibilità di assistere all’incontro.

Forse, potrebbe risultare più comprensibile un mugugno generale in seguito a questi divieti cui siamo abituati ad assistere negli ultimi anni, dove si potrebbero –sociologicamente parlando – creare più danni che benefici. Rivedere dunque, anche studiandolo a fondo, i meccanismi di mantenimento dell’ordine pubblico (un concetto che risale ad oltre mezzo secolo fa…), magari anche con pene più severe ma garantendo comunque un altissimo profilo di accessibilità, cosa che tutt’oggi sembra mancare. E non solo a Salerno.

Bisogna ridiscutere diversi ingranaggi di questa macchina amministrativa-sociale. Rivedere le leggi in primis, tessera del tifoso e divieti incomprensibili. “La libertà è partecipazione” recitava (lui si, ed era uno spettacolo!) Gaber, e non commentare liberamente questo scempio, ma viverlo, emozionarsi per esso, raccontarlo ed assaporarlo.

Occorre, ad ogni modo, un serio cambio di mentalità da parte di tutto e di tutti. Altrimenti il calcio come sport, è morto. Ammesso e non concesso, che fra qualche tempo ne ricorra il trigesimo.

Articolo pubblicato su MenteCritica

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11 novembre 2013 - Posted by | Attualità | , , , , , , ,

1 commento »

  1. […] Articolo originale […]

    Pingback di Salerno, lo sport tra commedia e funerale | SalernoRSS | 12 novembre 2013 | Rispondi


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