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un popolo ignorante è più facile da governare

#IoSonoRadicale. Trasparenza per la Basilicata.

Quante volte abbiamo sentito parlare del nesso tra Basilicata e petrolio senza mai giungere ad una conclusione basata su dati oggettivi? Certo, siamo al corrente di alcune informazioni, di opinioni contrapposte, ma ancora in attesa cartografiasmalldi diverse delucidazioni tecniche che riguardano ambiente ed inquinamento.

Eppure nella Regione dove le attività estrattive costituiscono una rilevante quota del fabbisogno nazionale, la mancanza di trasparenza in materia non sembra essere un motivo degno di interesse. Eppure sono le stesse preoccupazioni che potrebbero interessare (ed in parte hanno già interessato) diverse altre Regioni e milioni e milioni di cittadini.

Ecco perché, ho deciso di supportare lo sciopero della fame che Maurizo Bolognetti, segretario dei Radical Lucani, sta portando avanti dall’11 febbraio scorso. Non solo perché da due anni circa sono un cittadino lucano, ma per rivendicare quel sacrosanto diritto di essere messi al corrente delle cose che riguardano il nostro territorio ed affinché le istituzioni rispettino la legalità e il diritto alla conoscenza.

C’era un periodo in cui ogni qualvolta Marco Pannella facesse uno sciopero della fame o della sete, gli veniva garantito un minimo di visibilità. Non voglio discutere se quella visibilità sia stata utilizzata per scopi prettamente politici, ma soffermarmi sul fatto che il messaggio, ovvero la difesa di un diritto, riusciva comunque a raggiungere un bel numero di destinatari.

Se il consenso politico nei riguardi del Partito Radicale è venuto meno negli ultimi anni, i diritti da loro invocati, almeno nella fattispecie in questione, non sono di minor importanza. Anzi: il diritto di accesso alle informazioni merita la stessa attenzione del divorzio, della lentezza della giustizia, della legalizzazione della prostituzione.

La prima forma di Resistenza cui ognuno di noi può dedicare il proprio contributo è proprio la difesa delle nostre radici, se non altro per un minimo di riconoscenza all’ecosistema che ci ha permesso di nascere, crescere e formare. E le informazioni che riguardano le nostre terre, non possono che essere di dominio pubblico. Per evitare sul nascere un’altra possibile Terra dei Fuochi.

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27 febbraio 2015 - Posted by | Politica | , , , , , ,

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