ilpicchioparlante

un popolo ignorante è più facile da governare

Sallusti, di cosa ti lamenti?

Capita anche che durante una domenica qualsiasi, davanti ad un bel piatto di gnocchi alla sorrentina, si è “costretti” a seguire il dibattito politico in televisione  attraverso l‘Arena, programma condotto da Massimo Giletti su Raiuno durante Domenica In. Tra gli ospiti, oltre a Bonanni e Fassina (Pd), c’era anche Alessandro Sallusti, direttore del Giornale.

Tema del giorno, e non potrebbe essere altrimenti, la riforma (?) del lavoro. Mentre gli ospiti si scambiano come di consueto le opinioni, ed alcuni cercano di alzare la voce per far prevalere il proprio parere, s’inizia a parlare del fatto che governo e sindacati per revisionare il sistema del lavoro s’ispirerebbero al modello tedesco. Ecco allora che interviene Sallusti esordendo così:”Quello che Bonanni non dice, è che c’è una parte di gente che sciopera quando perde il bottone di una giacca. Non si può andare avanti così!”

Poi passa alla controffensiva sul modello tedesco, e secondo lui, in Italia sarebbero necessarie prima altre due riforme in modo da intaccare il potere dei giudici e quello dei sindacati. I primi, da sempre bersaglio preferito delle campagne mediatiche dell’ex premier ed obbligatoriamente anche dei giornali vicini a lui, con le loro risoluzioni darebbero troppo spesso ragione ai lavoratori, reintegrandoli e vanificando le punizioni impartitegli dalle aziende. I sindacati, con la loro rigidità, influiscono sulle possibili riforme sminuendone gli effetti.

“Sa cosa fanno i sindacati in Germania?”-ancora Sallusti, riferendosi a Bonanni-“indica i lavoratori fannulloni da licenziare, proteggendo i più produttivi! Fino a quando non avremo anche noi un modello così…”. Chissà se il direttore, oltre a giudici e sindacati, ha mai sentito parlare anche della casta dei giornalisti, soprattutto quelli di parte. Si, proprio quelli che pur di proteggere il partito a loro più vicino sono disposti a sviscerare fiumi di sciocchezze, e fornire un servizio a dir poco scadente pur di accontentare i propri padroni.

Proprio in questo modo, la collettività perde uno dei principi fondamentali che dovrebbe essere insito in ogni democrazia  -un sistema di informazione imparziale, corretto e qualitativamente dignitoso- per sorbirsi sermoni di disinformazione, dove quando si è chiamati a rispondere di argomenti che quasi non si conoscono, s’inizia a sparare a zero contro alcune categorie per cercare di deviare il problema. Così facendo, il pubblico(inteso come chi non s’informa in maniera autonoma, cercando di filtrare liberamente le informazioni) difficilmente riuscirà a comprendere davvero quali sono i vincoli che c’impediscono di tornare a prosperare abbattendo-seppur in minima parte- quella montagna del debito pubblico.

Allora prima ancora di chiamare a rispondere dei presunti errori di giudici e sindacati, si pensi prima ai danni che creiamo alla società, e in quale misura si può rimediare. Solo facendo un sano percorso di autocritica potremmo vedere anche più chiaramente gli errori delle altre categorie. Ma prima di ciò, è da ignoranti (volutamente, perchè sicuramente sono a conoscenza dei propri privilegi)  lamentarsi delle altre professioni dimenticandosi degli errori che quotidianamente si commettono.

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26 marzo 2012 - Posted by | Attualità | , , , ,

2 commenti »

  1. Certo, il problema -credo- è che i vari Sallusti (perché purtroppo ce ne sono tanti, troppi) vengono ascoltati e interpellati come se fossero persone competenti e limpide, ignorando completamente il background editoriale e politico (per non chiamarlo guinzaglio) che hanno alle spalle. Domanda retorica ma sicuramente azzeccata: per quale motivo i vari Sallusti (ripeto, ce ne sono tanti, troppi e anche se non sono alle dirette dipendenze del Cavaliere sono comunque asserviti alle logiche ed alle dinamiche dettate dai poteri forti) hanno così tanta visibilità, credibilità e vengono insigniti di tanta autorevolezza nonostante è palese -spero non solo ai più attenti- la disinformazione che spacciano mentre gli operatori dell’informazione, quelli corretti corretti, onesti e coraggiosi vengono quasi sempre [sempre] messi all’angolo e si tenta in tutti i modi di isolarli, di marginalizzarli magari tacciandoli di essere di parte o cose simili…? E’ una domanda retorica, non voglio una risposta perché già la conosco ma spero che, questa domanda, se la pongano sempre più persone.
    Concludo riprendendo l’adagio riportato in calce al tuo blog: un popolo ignorante è più facile da governare.

    Commento di Michele | 27 marzo 2012 | Rispondi

  2. Condivido in pieno la tua analisi, caro Michele, e il mio contributo che cerco di mettere a disposizione di tutti serve proprio a sovvertire quella frase che trovi sopra a sinistra nel mio blog; molto piccola ma tanto significativa. Grazie ancora per aver letto e commentato! 😉

    Commento di ilpicchioparlante | 27 marzo 2012 | Rispondi


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